Celiachia, che cos’è?/ Test per la valutazione e informazioni

- Matteo Fantozzi

Celiachia, che cos’è? La diagnosi non è sempre facile e per questo è molto importante valutare i sintomi. Ecco come si cura e cosa si può mangiare.

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Diagnosi celiachia in calo

Che cos’è la celiachia? Si tratta di una patologia legata all’alimentazione, tra le più frequenti degli ultimi quindici anni, che porta a un’infiammazione cronica dell’intestino tenue scatenata dall’ingestione di alimenti contenenti glutine. Questo è un complesso proteico che è tipico di alcuni cereali. Si trova dunque in moltissimi alimenti tra cui per esempio tutti i prodotti farinacei ma anche in altri come affettati, prodotti pronti e altri ancora. Lo svilupparsi di questa patologia ha portato anche allo studio di prodotti noti come “gluten free” e cioè senza glutine. Da qui l’utilizzo di farina di mais o di riso per andare a fare biscotti, dolci, pane, pizza, pasta e quant’altro. Sono sempre maggiori le attività commerciali che si sono specializzate proprio in questi prodotti così come sempre più sono i locali come ristoranti o pizzerie che presentano piatti adatti per i celiaci tra cui ovviamente anche la pizza. Una patologia che dunque può essere arginata con un po’ di attenzione, ma che ha bisogno di molto studio e attenzione.

Celiachia: quali test fare per scoprire di avere la patologia?

Ma come si scopre di avere la celiachia e dunque di essere celiaci? Partiamo dai sintomi che presentano un quadro clinico davvero molto variabile. Sicuramente la dissenteria è tra questi, ma anche un marcato dimagrimento e altri sintomi simili a quelle di altre patologie da considerasi autoimmuni. Proprio questo particolare porta a volte la diagnosi ad essere non proprio facile, visto che può essere confusa per esempio con la sindrome del colon irritabile. Il test di maggiore affidabilità è quello del sangue che ci può permettere di diagnosticarla quando c’è presenza di anticorpi antitransglutaminasi tissutale o antiendomisio. Nonostante questo alcuni risultano negativi alle analisi del sangue e dunque devono essere sottoposti a ulteriori esami di approfondimento.



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