Ostetrica licenziata a Macerata per vaccino/ La lettera al Ministro della Salute

- Matteo Fantozzi

Ostetrica licenziata a Macerata perché rifiuta di fare il vaccino, decide così di scrivere una lettera direttamente al Ministro della Salute.

Siena, neonato morto
Letto d'ospedale (Pixabay, 2019)

Un’ostetrica è stata licenziata in quel di Macerata a causa di un vaccino. La donna infatti si era rifiutata di sottoporsi al vaccino trivalente perché immune a morbillo e rosolia. Questa ci ha tenuto però di specificare che non è una no vax. La dottoressa sottolineava di aver contratto la parotite quando era una bambina, anche se le era stato trovato un valore al di sotto della norma. Aveva dato la disponibilità di vaccinarsi per la patologia in questione, rifiutando però il trivalente. Da qui la decisione di sottoporsi a due prelievi presso altri laboratori con delle metodiche da considerarsi differenti e che l’hanno portato a un’evidenza medica, risultando immune proprio alla parotite. Si è così lamentata del fatto che queste evidenze non furono state prese in considerazione dalla commissione medica e dal medico competente per decidere un ricorso utile a far considerare illegittimo il suo licenziamento.

Ostetrica licenziata a Macerata per vaccino: la lettera al Ministro della salute

È così che l’ostetrica licenziata per un vaccino a Macerata ha deciso di scrivere una lettera al Ministro della Salute Giulia Grillo. In questa specifica: “Voglio portare a conoscenza di tutti il fatto che a me il lavoro è stato tolto in maniera ingiustificabile”. Questa lavorava all’ospedale di Civitanova Marche nel reparto di ostetricia e ha presentato un ricorso dopo il licenziamento arrivato per il rifiuto di un vaccino. La donna ha voluto specificare, ancora una volta, di non essere assolutamente no vax ma che non aveva bisogno del vaccino trivalente in quanto già immunizzata a morbillo e rosolia. Tramite l’avvocato Monica Seri ha cercato di portare a termine un provvedimento di urgenza ex articolo 700 e ora si aspetta la risposta da parte del giudice.



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