Salvatore Abbruzzese, arrestato attore di Gomorra/ Spaccio di droga a Scampia

- Davide Giancristofaro Alberti

Fermato a Scampia per spaccio Salvatore Abbruzzese, attore di Gomorra: è solo l’ultimo degli attori del capolavoro di Garrone finiti in manette

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Gomorra, una scena della serie tv

Ennesimo attore di Gomorra finito in manette. E’ successo a Scampia, quartiere di Napoli tristemente noto per il degrado, la Camorra e lo spaccio di droga, nonché teatro delle riprese del film e della nota serie tv ispirati al romanzo di Roberto Saviano, assieme a Secondigliano. Ad essere arrestato, questa volta, è stato Salvatore Abbruzzese, 26enne soprannominato Totò proprio a seguito del ruolo interpretato nel film di Garrone (all’epoca era minorenne, avendo solo 13 anni).

Come riferisce il Corriere della Sera, Abbruzzese è stato fermato dai carabinieri in flagranza di reato, dopo aver venduto due dosi di droga a Napoli, zona Case dei Puffi: fermato, è stato trovato in possesso di kobret, eroina e cocaina. Come detto in apertura, Abbruzzese è solo l’ultimo degli attori di Gomorra che di fatto ha “mescolato” realtà e finzione, visto che negli anni sono stati diversi gli interpreti che hanno avuto guai con la giustizia.

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Nel 2018, ad esempio, venne arrestato Salvatore Russo sempre nella zona delle Case dei Puffi a Scampia, dopo un maxi blitz delle forze dell’ordine. Russo, nella pellicola, interpretata il ruolo del boss che adescava ragazzini, iniziandoli alla criminalità. Nel 2015 era invece toccato a Pjamaa Aziz, 41enne che interpretava un pusher, lo stesso ruolo poi ricoperto anche nella realtà, essendo stato arrestato a Castel Volturno mentre spacciava. Nel 2012 era invece finito in manette Nicola Battaglia, altro pusher (anch’egli a Scampia), e sempre 9 anni fa era toccato a Marcello D’Angelo, comparsa di Gomorra, accusato di estorsione aggravata dal metodo mafioso e ritenuto vicino al clan dei Casalesi. La lista si allunga con Marcello D’Angelo (estorsione, condannato a tredici anni), quindi Giovanni Venosa (anch’egli per estorsione), e infine, Bernardino Terracciano, condannato all’ergastolo per duplice omicidio. Ma come in questo caso si può davvero dire che realtà e finzione si mescolano…



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