Salvatore Cipolletti, psiconauti e trip-sitter/ Adrian “l’alcol prima del suicidio”

- Emanuela Longo

Simone Cipolletti, il caso a Chi l’ha visto: il mondo degli psiconauti e trip-sitter dietro la sua morte? Le dichiarazioni di Adrian

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Salvatore Cipolletti, Chi l'ha visto

Il caso di Salvatore Cipolletti torna al centro della nuova puntata di Chi l’ha visto, che ieri ha accolto nuovamente in studio i genitori. Lo scorso ottobre Salvatore avrebbe compiuto 25 anni ma la sua vita si è interrotta l’8 marzo, dopo essere precipitato da un palazzo a Varsavia. Il giovane si era recato insieme a tre amici conosciuti online: un polacco, un croato e un italiano con i quali aveva affittato un appartamento nel quale restare per tre giorni. Poco dopo il loro arrivo, il giovane registra con il cellulare, all’insaputa degli altri, cosa stanno facendo a casa ed invia l’audio ad un’amica in Italia. Parlano tutti in lingua inglese e Salvatore ad un certo punto dice: “Ho vinto io cazz*!”. Ma cosa significa? Cosa ha vinto? Secondo gli amici subito dopo posa occhiali e telefono e si butta giù dal balcone, perdendo la vita. Ma come mai a soccorrerlo furono due turisti olandesi e non i suoi amici? Cosa è successo davvero in quell’appartamento? Importanti, da questo punto di vista, sembrano essere alcuni messaggi che prima di morire il ragazzo scrisse ad un’amica tra cui spunta l’incomprensibile “Kurtzesagz – internet” e “Adrian”. Una inviata di Chi l’ha visto è riuscita a mettersi in contatto con Adrian via chat alla quale ha riferito: “Salvatore aveva bevuto molto anche prima del suicidio”.

SALVATORE CIPOLLETTI, LE PAROLE DI ADRIAN

“Io sono stato a Varsavia, il proprietario mi fece entrare nell’appartamento e mi disse che a terra c’era una bottiglia dalla quale però mancava solo un poco di liquore e sopra al tavolo c’era un solo bicchiere sporco”: a riferirlo è stato il padre di Salvatore ai microfoni della trasmissione di Rai3. Secondo Adrian, Salvatore aveva trovato proprio nell’alcol la fuga dai suoi problemi, ma anche in questo caso i genitori hanno smentito: “Mio figlio non ha mai preso neanche un limoncello”. A dimostrazione che fosse quasi astemio, gli scontrini delle ultime cene prima della morte, dove era solito prendere acqua e bibite. “Non lo hanno ucciso droga e alcol ma gli hanno dato il coraggio di fare ciò che pensava, farla finita”, ha aggiunto Adrian, che ha aggiunto di non sapere nulla sugli stupefacenti. Eppure qualche mese prima del viaggio in Varsavia, i due amici si erano scambiati dei messaggi in cui commentavano gli effetti di certe sostanze comprate su internet. Lo scopo assurdo è quello di spingersi ad un punto estremo per poi raccontarlo.

IL MONDO DEGLI PSICONAUTI

Ma cosa avrebbero dovuto fare quella sera i ragazzi in quell’appartamento preso in affitto? “E’ abbastanza chiaro, la lettura va fatta all’interno del mondo di internet e degli psiconauti“, ha spiegato l’avvocato della famiglia. “Abbiamo scoperto un ruolo assurdo e definito in internet come il trip-sitter, una sentinella”, ha aggiunto. E’ lo stesso Salvatore in un audio a dire: “Loro si prenderanno cura di tutto”. Stava forse lanciando un messaggio per far intendere di essersi affidato a loro? Secondo i genitori però, Salvatore fu vittima di un pestaggio, forse dopo una lite prima della sua morte. Per Adrian, Salvatore era così depresso e negativo da aver deciso di farla finita, ma il padre respinge con forza definendole mere illazioni. Spunta inoltre una figura misteriosa nominata da Adrian a Salvatore prima del viaggio a Varsavia: “Banak”. Anche se nella chat con la giornalista ammette di non conoscerlo bene. “La verità sicuramente la sa Adrian”, dice l’avvocato. Ma quella sera non ci sarebbe stato. Le indagini sulla morte del giovane, tuttavia, ad oggi restano ferme.

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