SALVATORE PAROLISI TORNA LIBERO?/ Fratello Melania Rea: “Noi condannati a ergastolo”

- Dario D'Angelo

Salvatore Parolisi torna libero? In carcere a Bollate dal 2011 dopo l’omicidio della moglie Melania Rea: potrebbe beneficiare dei permessi premio.

salvatore parolisi quarto grado
Salvatore Parolisi (Quarto Grado)
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Salvatore Parolisi, condannato a 20 anni di carcere per l’omicidio della moglie Melania Rea, potrebbe tornare libero ai primi di giugno. L’ex caporalmaggiore, in cella dal 2011 e recluso nell’istituto penitenziario di Bollate, potrebbe infatti vedersi concedere dal giudice di sorveglianza quei benefici riservati ai detenuti che hanno avuto nel corso del tempo una buona condotta e hanno collaborato attivamente al percorso di rieducazione. Della questione si è occupata anche la trasmissione Quarto Grado, con Grazia Longo che ha detto di aver parlato con i legali di Parolisi, gli avvocati Nicodemo Gentile e Valter Biscotti, nonché con il fratello della vittima, Michele Rea. In un articolo firmato oggi dalla Longo e pubblicato su La Stampa, gli avvocati di Parolisi chiariscono che Salvatore Parolisi potrebbe usufruire dei permessi premio, da un’ora a 15 giorni consecutivi, per un massimo di 45 giorni.

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SALVATORE PAROLISI TORNA LIBERO?

Predica prudenza l’avvocato Nicodemo Gentile, che difende Salvatore Parolisi insieme ai colleghi Valter Biscotti e Antonio Cozza: “Non è un iter semplice, lo dovrà decidere il giudice di sorveglianza, sentito il parere di educatori, psicologi e il direttore del carcere. Ma noi siamo ottimisti“. Come sottolineato dal quotidiano diretto da Massimo Giannini, la concessione è possibile perché Parolisi, per effetto degli sconti di pena, è a metà della sua detenzione: per ogni semestre di pena si ottiene uno sconto di 45 giorni. Ciò significa che ogni quattro anni ne viene cancellato uno. Profonda indignazione rispetto all’ipotesi che Parolisi viene espressa da Michele Rea, che si appella fin da ora al giudice di sorveglianza perché “neghi il permesso. Con la morte di Melania è come se io e i miei genitori fossimo stati condannati all’ergastolo, le nostre vite si sono fermate. Andiamo avanti solo per il bene di mia nipote che in un colpo solo, con la mamma uccisa dal papà, si è ritrovata orfana di entrambi i genitori. E adesso ci vengono a dire che quell’assassino, bugiardo e per nulla pentito, può usufruire del regalo della libertà? Non ha senso, né per mia sorella e la mia famiglia, né per l’Italia intera che non può riconoscersi in una giustizia in cui chi sbaglia viene premiato. (…) Nessuno ha dimenticato le tante bugie, i tradimenti e i depistaggi di Salvatore“.

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