SALVINI “ABORTO NON È CONTRACCEZIONE”/ “Stile di vita incivile”: Sardine “mente”

- Niccolò Magnani

Matteo Salvini contro l’aborto “non è contraccettivo. Nel 2020 il pronto soccorso non è la soluzione a stili di vita incivili”. Sardine “incivile è lui”

Salvini a Roma
Salvini dal palco di "Roma torna Capitale" (video RepubblicaTv)

Non si placa la “bufera” sul leader della Lega dopo le dichiarazioni di ieri sull’aborto e i rapporti di alcune donne immigrate presso le cliniche di Milano e Roma: non ci stanno le Sardine che tramite il responsabile portavoce nazionale Lorenzo Donnoli condannano nettamente le parole di Salvini «Incivile è lo stile di vita di un uomo politico che fa discorsi pubblici del genere. Incivile fomentare il razzismo nei confronti delle donne di origine straniera. Incivile raccontare bugie sfruttando l’ignoranza della gente. Lui, poi, che era contrario alla distribuzione di profilattici ai migranti». L’attacco di Donnoli a L’Aria che Tira questa mattina ha visto subito la pronta replica del direttore del Giornale Alessandro Sallusti «La Sardina ha detto che Salvini è incivile per quello che ha detto sull’aborto, allora ha dato dell’incivile al Papa», con la contro-replica della Sardina «sta semplificando il discorso in maniera strumentale ben più di quanto faccia Salvini». Intervenendo però da Roma in merito a quanto detto ieri, il leader della Lega conferma la sua invettiva e aggiunge un particolare ancora più netto «Non metto in discussione il principio ma bisogna combattere gli abusi. Parlate con i medici, non con Salvini. Il nostro compito è prevenire: l’aborto non è un sistema contraccettivo».

“ABORTO NON È STILE DI VITA CIVILE”

Lanciando la lunga campagna elettorale verso le Elezioni Comunali a Roma (primavera 2021, ndr), Matteo Salvini ha incontrato fan ed elettori nel pala Congressi dell’Eur e tra diversi temi ne ha toccato uno destinato come minimo a scatenare una ennesima bufera politica: il leader della Lega si è scagliato contro la pratica dell’aborto, specie per chi lo praticherebbe con “consuetudine”. «Abbiamo avuto segnalazione che alcune donne non italiane si sono presentate per la sesta volta al pronto soccorso di Milano per l’interruzione di gravidanza. Non è compito mio né dello Stato dare lezioni di morale, è giusto che sia la donna a scegliere, ma non puoi arrivare a prendere il pronto soccorso come la soluzione a uno stile di vita incivile», attacca Salvini dal palco di “Roma torna Capitale” questo pomeriggio. Parlando dell’affollamento delle strutture sanitarie, l’ex Ministro degli Interni ha spiegato meglio il senso della sua personalissima invettiva «qualcuno ha preso il pronto soccorso come il bancomat sanitario per farsi gli affari suoi senza pagare una lira. Ci sono immigrati che hanno scambiato i pronto soccorso per l’anticamera di casa. Ci sono migliaia di cittadini che non pagano una lira. Io dico che la terza volta che ti presenti paghi la ricetta».

SALVINI “CHOC” CONTRO L’ABORTO

Salvini ricorda diversi racconti sul dramma dell’aborto fattigli di recente da alcune infermiere degli ospedali di Milano e Roma, sollevando una polemica già divenuta materia di “vespaio” sui social e sul web. Occorre ricordare, al netto delle polemiche, che in Italia per legge è vietato praticare l’interruzione di gravidanza in Pronto soccorso per cui con ogni probabilmente il riferimento di Salvini era inteso nelle cliniche/ospedali dove si portano a terni gli aborti nei tempi legali prescritti dalla Legge 194 del 22 maggio 1978. La giornata romana, oltre all’ennesimo scontro a distanza con le Sardine, ha visto Salvini rilanciare il tema della sicurezza, dei rifiuti e dei perduranti problemi legati alla città di Roma contro la giunta Raggi: «Abito dalle parti della fermata della metro Barberini, che è guasta, si fermano i cittadini, e allora mi domando a me mi mandano a processo per sequestro dei migranti, e allora perché non la processano per sequestro di cittadini?». Chiusura dedicata al rapporto-scontro con l’Europa, ancora sul sicurezza «La Ue? Per me vengono prima gli italiani, non si tratta di essere euroscettici, ma si tratta di non essere dei pirla, pagare per un servizio che non c’è».

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