SALVINI NEGLI USA/ Le condizioni di Trump per un appoggio contro la Ue

- Carlo Pelanda

La visita di Salvini negli Usa e le trattative dell’Italia con l’Ue sono due eventi che finiscono per incrociarsi ed essere fondamentali per il nostro Paese

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Matteo Salvini (LaPresse)

Due gli eventi politici rilevanti, in settimana, per l’economia italiana: la visita di Salvini negli Stati Uniti, in qualità di leader italiano emergente, dove incontrerà il vicepresidente Pence e il ministro degli Esteri Pompeo e la difesa contro la procedura di infrazione per indebitamento eccessivo da parte dell’Ue. Il primo è importante per ottenere un segnale di alleanza forte tra Italia e Stati Uniti che dia ai grandi attori del mercato finanziario internazionale il messaggio che l’Italia godrà di un “ombrello” statunitense.

Questo – ricordando che le principali agenzie di rating (voto di affidabilità) sono americane – è un fattore chiave per mantenere la fiducia del mercato sul debito italiano, limitandone il costo di rifinanziamento anche qualora la pressione dell’Ue si facesse dura. Inoltre, l’Italia ha bisogno di un maggiore ingaggio di fondi di investimento in dollari su alcune partite dove c’è un gap di capitale, entro un accordo (geo)politico che renda tali investimenti non predatori come, per esempio, quelli francesi e cinesi.

Washington chiederà in cambio di riportare sotto la soglia politica la relazione tra Italia e Cina, di rendere disponibili o mantenere truppe italiane in alcuni scacchieri, di completare l’acquisto, ora sospeso, dei cacciabombardieri F35 – per altro assemblati in Italia a Cameri – e un maggiore impegno dell’Italia per contrastare lo sviluppo di una difesa europea che sostituisca la Nato in prospettiva, come perseguito da Macron (ma non da Berlino). Probabilmente chiederà spiegazioni sulla relazione tra Italia e Russia in vista della prossima visita di Putin a Roma.

Tutto questo non si esaurirà in un colloquio, ma l’incontro sarà cruciale per ricostruire la fiducia bilaterale. Questa bilancerebbe la debolezza corrente dell’Italia nell’Ue. Infatti, da un lato è vero che l’Italia non rispetta i parametri europei di debito per difetto di crescita, ma dall’altro non lo fanno nemmeno Francia e altri. Questi sono stati segnalati, ma non imputati di infrazione mentre l’Italia lo è stata pur avendo punti di forza superiori. Ciò significa che l’imputazione serve a ricattare/silenziare l’Italia nel gioco delle nuove cariche nell’Ue e dei programmi futuri.

In conclusione, per evitare il peggio Roma dovrà fare un’acrobazia: mostrare euroconvergenza tecnica, rafforzarsi nell’Ue grazie all’alleanza con l’America e mantenere l’Ue stessa sul lato atlantico. Speriamo che il Governo ne sia capace.

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