Sameh Ayad/ Il fruttivendolo egiziano regala prodotti: “Ricambio l’accoglienza”

- Mauro Mantegazza

Sameh Ayad, il fruttivendolo egiziano di Canonica d’Adda (Bergamo) regala prodotti del suo negozio: “Dieci anni fa mi avete accolto, ora vi dico grazie”.

Sameh fruttivendolo
Lapresse

Il dramma del Coronavirus ci regala per fortuna anche storie di solidarietà e vicinanza umana, soprattutto nelle zone più colpite dalla pandemia. Sameh Ayad è un fruttivendolo egiziano, proprietario di un negozio a Canonica d’Adda, comune della provincia di Bergamo naturalmente sulle sponde del fiume Adda.

Fuori dal suo negozio, Sameh Ayad ha allestito un tavolo di frutta e verdura a disposizone di tutti, che chiunque può dunque prendere gratis in questi giorni nei quali la provincia di Bergamo sta vivendo una delle battaglie più difficili di sempre, che la vede tra le zone più colpite al mondo dalla pandemia di Coronavirus.

Il cartello alle spalle del cesto spiega la motivazione del gesto con parole semplici ma sentite e preziose: “Dieci anni fa mi avete accolto, ora voglio dirvi grazie in questo momento difficile”. Sameh lo fa nel modo più semplice per un fruttivendolo: mettendo arance, ananas, mele, zucchine, melanzane e pomodori a disposizione gratuitamente per i suoi concittadini.

SAMEH AYAD, IL BEL GESTO DEL FRUTTIVENDOLO DI CANONICA D’ADDA

Sameh Ayad ha 34 anni e da ormai una decina di anni vive dunque in Italia. Si è inserito alla perfezione nella comunità di Canonica d’Adda, paese di meno di 5.000 abitanti nel quale dunque un negozio di fruttivendolo è un punto di riferimento importante, a maggior ragione in un periodo in cui gli spostamenti vanno limitati al minimo indispensabile.

Sameh Ayad ha dunque pensato che questo fosse il momento giusto per ricambiare l’accoglienza ricevuta dai bergamaschi: “Dieci anni fa mi avete accolto… ora voglio dirvi grazie!!! Andrà tutto bene!!! Se avete bisogno prendete gratis la frutta e la verdura che trovate su questo tavolo!!! Sameh”, con la firma accompagnata anche da un cuore.

Un gesto semplicissimo ma che evidentemente ha colpito molti, tanto che è stato ripreso prima dai giornali locali per poi diventare virale (per una volta in senso buono) in tutta Italia grazie alla cassa di risonanza dei social network, che stavolta diffondono una notizia davvero bella.

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