Samira El Attar/ Marito “è fuggita”, testimone “coppia sul Gorzone” (Quarto Grado)

- Emanuela Longo

Samira El Attar, scomparsa da Stanghella: il giallo al centro della puntata di Quarto Grado. Per il marito Mohamed sarebbe fuggita

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Samira El Attar, mamma scomparsa (Quarto Grado)

Nella puntata di oggi di Quarto Grado, si tornerà ad insistere sul caso di Samira El Attar, la donna e mamma di Stanghella, nel Padovano, della quale non si hanno più notizie da quattro mesi. Era il 21 ottobre scorso quando Samira scomparve dalla sua abitazione. Sul suo conto, il marito Mohamed Barbri, la sola persona indagata ed attualmente in carcere per omicidio e occultamento di cadavere la moglie sarebbe fuggita. Ad oggi le molteplici ricerche nei presunti luoghi della sparizione non hanno mai portato ad alcun frutto e difficilmente l’ipotesi della fuga o dell’allontanamento volontario viene creduta attendibile dagli inquirenti che appunto indagano per omicidio. Mohamed, intanto, dal carcere continua a dirsi innocente. In un colloqui avuto con il suo avvocato difensore a fine gennaio, come emerso da Il Gazzettino, l’uomo sarebbe scoppiato a piangere comprendendo la gravità della sua posizione e affermando solo di aver commesso una sciocchezza andando all’estero (in Spagna, con la scusa di cercare la moglie come dichiarato dallo stesso uomo, ndr). Quindi ha ribadito di essere innocente, di non aver ucciso Samira e di non averne occultato il corpo.

SAMIRA EL ATTAR, SPUNTA TESTIMONIANZA IMPORTANTE

Nei giorni scorsi è emersa intanto una novità importante sul caso di Samira El Attar. Mentre proseguono le indagini, spunta ora un testimone che avrebbe visto qualcosa di insolito proprio nel giorno della scomparsa della donna. A riferire l’indiscrezione è ancora una volta un più recente articolo de Il Gazzettino. “Ho visto una coppia di magrebini abbracciarsi sull’argine”, avrebbe dichiarato ai carabinieri una persona che abita nei pressi di Stanghella, riferendosi allo scorso 21 ottobre. Una testimonianza insolita in quanto emersa solo adesso, probabilmente dopo la diffusione della notizia della sparizione della marocchina che continua ad occupare le pagine di cronaca nazionale. Quell’abbraccio lungo il fiume Gorzone ha insospettito gli inquirenti i quali nelle passate settimane sono tornati con i cani molecolari e il georadar ma ancora una volta con scarsi risultati. Ed anche per il giudice per le indagini preliminari di Rovigo, che ha convalidato l’arresto di Mohamed Barbri per omicidio e occultamento di cadavere, non ci sono speranze di trovare ormai viva Samira El Attar.

LE INDAGINI CONTINUANO

Viva o morta, la priorità degli inquirenti che indagano sulla scomparsa di Samira El Attar resta comunque quella di trovare la donna. Il possibile ritrovamento del corpo infatti potrebbe essere fondamentale non solo al fine di dare alla famiglia una tomba sulla quale piangere ma anche perchè potrebbe rivelare il modo in cui potrebbe essere stata uccisa indicando al tempo stesso la possibile arma del delitto e il luogo esatto in cui è avvenuta la morte. Questi tasselli potrebbero condurre ad una svolta decisiva per chi indaga e delineare le presunte responsabilità del marito attualmente in carcere. Tuttavia, i suoi spostamenti sospetti, come la posizione del Gps del suo cellulare, hanno evidenziato come Barbri si sia fermato tre ore la notte in cui la moglie è scomparsa, in piena notte dalle 4 alle 7, sull’argine del Gonzone senza mai dichiararlo ai carabinieri. Da qui i dubbi sulla testimonianza in merito alla coppia nordafricana, un uomo e una donna, che si abbracciano sull’argine del canale. Si trattava di Mohamed e Samira?

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