Samuel Peron/ “Bullismo è ignoranza, ho reagito ma senza violenza” (Storie Italiane)

- Emanuela Longo

Il ballerino Samuel Peron vittima di bullismo da piccolo: la sua rivincita a 14 anni. A Storie Italiane: “Non bisogna mai subire!”

samuel peron storie italiane
Samuel Peron, Storie Italiane

Samuel Peron, in collegamento con la trasmissione Storie Italiane, oggi si è introdotto nel dibattito sul bullismo, iniziato con Leopoldo Mastelloni che, dallo studio, ha raccontato la sua esperienza all’insegna della violenza, vissuta da piccolo, prima del grande riscatto artistico. Proprio Mastelloni aveva spiegato che nella scuola di monaci da lui frequentata c’era un ragazzo, Giuseppe, preso di mira e considerato gay solo perché amava ballare. “Succede spesso anche oggi”, ha commentato il ballerino di Ballando con le Stelle, “Ed è un peccato perchè è una sorta di ignoranza poichè questo porta i ragazzi a chiudersi e a non esprimersi a livello sociale e non solo”, ha spiegato. Anche lui è stato in quale modo vittima di bullismo da ragazzino e questa condizione, come spiegato dallo stesso professionista, lo aveva portato a non voler più andare a scuola per non dover subire ancora. A differenza di Mastelloni, però, ha sempre trovato la forza di parlarne con i genitori dai quali ha ricevuto un supporto attivo: “Sono sempre stati presenti ma dispiace che ad oggi ancora ci sia questa ignoranza sul fatto del bullismo. Non capire che porta i ragazzi a chiudersi è un peccato”, ha proseguito.

SAMUEL PERON E IL BULLISMO: LA SUA REAZIONE

La famiglia per Samuel Peron è stata molto importante nel suo caso in quanto si confrontava molto con i genitori rispetto ai disagi legati al bullismo ed all’età di 14 anni finalmente è riuscito ad imporsi dimostrando ai suoi compagni che fino a quel momento lo avevano preso in giro che ciò che voleva fare era proprio il ballerino. “Dove andavo a scuola c’era una settimana delle arti, dove tanti colleghi mi chiesero di tenere una classe di ballo e da lì ho avuto una sorta di rivalsa. Quelli che mi deridevano hanno capito quale era la funzionalità del ballo”, ha spiegato. Ma ai bulli cosa ha detto? “Reagivo verbalmente quanto loro, avevo un carattere che me lo permetteva ma non sono mai arrivato alla violenza fisica. Qui ci dovrebbe essere da parte dei ragazzi un’apertura nei confronti dei genitori”, ha aggiunto. Quindi ha chiosato con un messaggio molto importante: “Distinguersi dalla massa per peculiarità artistiche porta l’altra persona a ferirti, c’è chi poi si chiude a riccio e non reagisce e chi si fa una corazza e reagisce. Non bisogna subire assolutamente!”.



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