San Pietro Nolasco/ Video, il 6 maggio si celebra il Patrono di Palermo e Messina

- Matteo Fantozzi

San Pietro Nolasco si celebra oggi, 6 maggio. Viene venerato come Patrono delle città di Messina e Palermo e in suo onore viene celebrata la messa per la SS. Maria della Mercede.

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San Pietro Nolasco

San Pietro Nolasco viene ricordato come tutti gli anni oggi, 6 maggio. Viene venerato come Patrono delle città di Messina e Palermo e in suo onore viene celebrata la messa per la SS. Maria della Mercede. Messina è una città ricca di storia e comprende due delle località turistiche più frequentate e ricercate dai visitatori ossia le isole Eolie e Taormina. Ed è in questa terra che si riversano tanti fedeli ogni anno per onorare questa festività e per ammirare le bellezze di tutta la provincia.

Anche la città di Palermo offre degli spunti folkloristici rilevanti che fanno assaporare pienamente questa esperienza religiosa. La celebrazione della Santa Messa ricorda il supplizio di San Pietro Nolasco e ripercorre le sue opere di liberazione dei prigionieri dalla schiavitù. Il 6 Maggio, oltre a San Pietro Nolasco e Maria della Mercede, si celebrano i Santi Mariano e Giacomo, Beato Bartolomeo Pucci Franceschi, Beata Anna Rosa Gattorno, Sant’Eberto di Lindisfarne e Beata Giuditta.

San Pietro Nolasco, la vita del Beato

San Pietro Nolasco nacque a Carcassona in Francia intorno al 1182 e sin da giovane manifestò una particolare attenzione verso le opere di carità e di elemosina. Dopo aver fatto un rigoroso voto di verginità si recò nella città di Barcellona dove centinaia di cristiani venivano catturati e torturati in seguito ad azioni militari o di pirateria. Pietro utilizzo il suo patrimonio per riscattare la libertà di molti schiavi e coinvolse in queste operazioni anche altre persone. Fondò l’Ordine di Santa Maria della Misericordia che aveva come obiettivo la liberazione dalla schiavitù e la redenzione dei peccatori. Ad Algeri si offrì lui stesso come ostaggio e venne sottoposto a lunghe torture e alla prigionia. Poiché tardava ad arrivare il prezzo del suo riscatto fu brutalmente frustato dai musulmani, caricato su una barca danneggiata e lasciato andare in mare alla deriva. Miracolosamente riuscì a raggiungere sano e salvo le coste spagnole e si salvò da questa brutta esperienza. Grazie al suo coraggio e alla sua tenacia vennero liberati almeno 26.000 schiavi e molti fedeli cominciarono ad appoggiare il suo ordine incentivando la campagna di liberazione degli schiavi con donazioni e aiuti di ogni genere. Fondò una chiesa e un convento in un terreno donato da Giacomo I e che diventò il centro della sua opera di predicazione. Nel 1249 fu colpito dalla malaria a Barcellona e morì il 13 Maggio di quello stesso anno a causa delle complicazioni causate dalla malattia. In seguito alla sepoltura e a diversi trasferimenti le sue spoglie non furono più ritrovate. Il suo culto si estese però molto rapidamente insieme all’ordine Mercedario.

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