San Teodoro, Atzara e Castelsardo/ Il borgo dei borghi, la Sardegna

San Teodoro, Atzara e Castelsardo, sono i tre splendidi paesi che rappresenteranno la Sardegna nella finalissima de Il Borgo dei Borghi, in onda stasera

sanTeodoro 2019 wiki
San Teodoro (Wikipedia)

San Teodoro, Atzara e Castelsardo: sono questi i tre paradisi della Sardegna scelti a rappresentare la splendida regione, nella finalissima de Il borgo dei borghi, in programma questa sera su Rai Tre. Andiamo a scoprirli assieme. Il borgo di San Teodoro è un piccolo agglomerato situato nella storica regione della Gallura. Alle pendici delmassiccio del monte Nieddu, quasto grazioso borgo sassarese racchiude al suo interno tutta la bellezza ed il fascino che hanno reso questa zona della Sardegna famosa in tutto il mondo. Passeggiando tra le stradine del borgo si trovano infatti molte piccole botteghe che propongono i prodotti enogastronomici e artigianali tipici. Una visita al Museo delle Civiltà del Mare invece ci guiderà alla scoperta delle migliaia di reperti archeologici che le acque azzurre e trasparenti del suo mare hanno restituito. Catalogati con cura e poi esposti al Museo delle Cività del Mare, quegli oggetti raccontano le molte epoche storiche che hanno popolato queste terre: da quella punica a quella bizantina. Da vedere assoluatmente il tremisse aureo bizantino, la moneta di grande valore che rappresenta senza dubbio uno dei reperti più prestigiosi. Non mancano neppure le conchiglie, raccolte in tutto il mondo ed esposte nella sezione naturalistica.

IL BORGO DEI BORGHI, ATZARA

Borgo nuorese di straordinaria bellezza, Atzara con le sue colline sinuose in cui spiccano quei vigneti che danno vita ad una delle produzioni più apprezzate della zona, è un piccolo gioiello che conserva intatte le origini aragonesi. Quelle origini sono infatti ben visibili ancora oggi lungo i rioni del centro storico di Atzara, in quelle abitazioni in granito dove spiccano suggestivi balconi, in quegli edifici religiosi come ad esempio il nuraghe Abbagadda. Passeggiando lungo quei rioni dai nomi sardi, come Sa Montiga’e Josso o Su Fruscu, è possibile ammirare terrazze e balconi che esaltano quel sodalizio murario fatto di conci in granito e trachite. Testimonianze di quello stile aragonese sono poi visibili nella chiesa parrocchiale di Sant’Antioco, con il suo prezioso rosone ornato finemente, nel palazzo dei conti di San Martino situato proprio di fronte, ed in casa Muggianu, un’abitazione padronale che si incontra lungo la stradina che conduce verso la campagna. Arrivati poi alla fine del vicolo si apre quel panorama unico e suggestivo, fatto di immense colline con i suoi vigneti. La produzione vitivinicola occupa infatti ancora oggi il più importante prodotto locale. A differenza delle altre aree della Barbagia, qui non viene prodotto esclusivamente il Cannonau ma anche il Mandrolisai, un vino Doc dal colore rosso rubino realizzato attraverso la sapiente miscelazione di uve provenienti dai vitigni Monica e Bovale che donano al pregiato nettare degli Dei un bouquet rotondo e ricco di sfumature.

IL BORGO DEI BORGHI, CASTELSARDO

Arroccato su un grande promontorio affacciato sul mare Castelsardo è un piccolo borgo che regala un fascino unico. Con le sue stradine, che si snodano contorte formando quasi un labirinto, all’interno del quartiere della Cittadella, o Casteddu come viene chiamato dagli abitanti del luogo, il paesaggio appare, da qualunque parte si osservi, come lo stupendo scenario di una cartolina. Per una visuale davvero unica e suggestiva sono in molti quelli che scelgono di salire fino al suo castello, oggi sede del Museo dell’intreccio Mediterraneo. Camminando lungo il dedalo di stradine del centro con i tanti scalini, si incontrano squarci panoramici che si aprono sulle tipiche abitazioni sviluppate in verticale, sulle piazzette e gli slarghi in pietra. La cattedrale di Sant’Antonio Abate, patrono del paese, è senza dubbio uno dei monumenti più importanti del piccolo borgo di Castelsardo. Questa costruzione, con il suo meraviglioso campanile in maioliche colorate, è ben visibile anche da diverse miglia di distanza. La chiesa, costruita nel 1503, conserva al suo interno molti tesori di inestimabile valore. Il retablo, realizzato dal “Maesto di Castelsardo”, si compone di quattro elementi di pollittico realizzati a tempera ed olio su una tavola con fondo dorato. Sempre all’interno della chiesa sono poi visibili arredi di pregio, come i settecenteschi altari scolpiti nel legno. Altro edificio religioso da non perdere è la chiesa di Santa Maria. Oggi sede della confraternita di Santa Croce, rappresenta la sede da cui vengono organizzate tutte le antichissime rappresentazioni storiche che si snodano per le vie del borgo durante la Settimana Santa. All’interno della chiesa vengono inoltre custoditi la Pieddai, una statua in legno raffigurante la Madonna, ed il crocifisso ligneo del Cristo Nero, portato in processione durante la Festa del Lunissanti.

© RIPRODUZIONE RISERVATA