SANT’ANTONIO DI PADOVA: BUON ONOMASTICO/ Frasi d’auguri per Facebook e WhatsApp

- Matteo Fantozzi

Oggi è Sant’Antonio da Padova: buon onomastico a tutti coloro che si chiamano Antonio. Ecco una serie di frasi d’auguri

santantonio padova 2019 iconografia
Sant'Antonio di Padova

Oggi si celebra Sant’Antonio di Padova, uno dei gli uomini di Chiesa più noti d’Italia, nonché uno dei nomi più comuni fra la popolazione del Bel Paese. Se ancora non aveste fatto gli auguri al vostro caro/amico che si chiama Antonio, Antonella o Antonietta, volevamo darvi qualche consiglio, postando alcuni messaggi che potrebbero risultare perfetti per la giornata di oggi. Sono parole che potrete usare sia come messaggio su WhatsApp o sms, sia come post da pubblicare su Facebook o magari Instagram. «Un bellissimo nome, meravigliosamente portato da una persona stupenda come te. Auguri di buon onomastico!», oppure: «Avevo pensato a una frase speciale ma poi ho capito che sono le frasi semplici ad essere le più speciali, se dette col cuore. Buon onomastico!». Eccone un’altra: «Il tuo nome è come tanti ma tu sei una persona come poche. Buon onomastico!». Quindi di nuovo: «Gli antichi credevano che nel nome fosse racchiuso il nostro destino, spero che il tuo futuro sia meraviglioso. Auguri di buon onomastico!». Anche Papa Francesco ha voluto in qualche modo fare gli auguri a tutti coloro che si chiamano Antonio, nonché al patrono di Padova, parlando poche ore prima della festa del taumaturgo: «Un pensiero particolare rivolgo ai giovani, agli anziani, agli ammalati e agli sposi novelli. Domani ricorre la memoria liturgica di Sant’Antonio di Padova, insigne predicatore e patrono dei poveri e dei sofferenti. La sua intercessione vi aiuti a sperimentare il soccorso della misericordia divina». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SANT’ANTONIO DI PADOVA: BUON ONOMASTICO

Frasi d’auguri per augurare buon onomastico si rincorrono in questo giovedì 13 giugno, giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la figura di Sant’Antonio da Padova. Ma quali sono le parole più azzeccate per comunicare il proprio pensiero affettuoso ad un amico o ad un parente di nome Antonio (o da esso derivato) ? Ecco degli esempi che potrebbero esservi utili:”A Sant’Antonio sarebbe impossibile non pensare a te: Antonella, la festeggiata più dolce e più bella!”. Una scelta molto più originale può essere però quella di usare le citazioni attribuite al santo in persona per rendere ancora più cariche di significato le espressioni di vicinanza che dedichiamo ai nostri cari. Emblematica allora può risultare una frase di questo genere:”Due cose, l’ amore di Dio e del prossimo, rendono l’uomo perfetto”. Dite che l’Antonio del vostro cuore merita un complimento simile? (agg. di Dario D’Angelo)

PADOVA, ATTESI 400MILA FEDELI

Giornata di grande festa a Padova, dove si festeggia il patrono della città, Sant’Antonio, oggi 13 giugno. Per l’occasione, la nota città veneta, sarà ricca di eventi e celebrazioni, e come ricorda PadovaToday saranno ben 11 le sante messe in programma in queste ore: si è iniziato molto presto, alle ore 6:00 del mattino, e si andrà avanti fino alle 21:00, quando si chiuderà la giornata. In città sono già moltissimi i pellegrini giunti per le celebrazioni di Sant’Antonio, e le autorità prevedono almeno 400.000 persone entro la sera fra fedeli, turisti, residenti nei paesi limitrofi e semplici curiosi. Per il grande evento sono numerose le televisioni nazionali e locali che si collegheranno con Padova, a cominciare da TV2000, che stamattina, all’interno del programma “Bel tempo si spera”, si collegherà proprio in questi minuti, fra le ore 9:00 e le 9:30, con il giornalista Enrico Selleri. Spazio anche all’interno della puntata di oggi del programma “La Vita in Diretta”, su Rai Uno (fra le 17 e le 17:30), mentre Telechiara, visibile via satellite su Sky al numero 832, si collegherà con Padova dalle ore 16:50 fino alle 20:00 circa. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SANT’ANTONIO DI PADOVA

Sant’Antonio di Padova nasce nel 1195 nella città di Lisbona, in Portogallo, battezzato come Fernando. La sua vita è stata sempre segnata dalla fede, fin da piccolo con gli studi presso i canonici del Duomo di Lisbona. All’età di 15 anni entra a far parte dell’ordine degli agostiniani nel convento di San Vincenzo, poco fuori Lisbona ma dopo un paio d’anni si sposta a Coimbra dove perfeziona i suoi studi nelle scienze bibliche e teologiche nonché in quelle umane. Viene ordinato sacerdote dopo 10 anni dalla sua prima entrata i convento, all’età di 25 anni e poco dopo la sua ordinazione avviene un fatto che gli cambia la vita. Nei primi mesi dell’anno 1220 sono portati all’abbazia di Coimbra le reliquie di 5 monaci francescani che erano stati prima torturati e poi uccisi in una missione in Marocco. Così, pochi mesi dopo, Fernando prende la decisione di seguire i dettami di San Francesco, lascia l’ordine degli Agostiniani e parte missionario in Africa con il nome di Antonio. Arrivato in Marocco Antonio è costretto al riposo per una misteriosa malattia e dopo circa un anno decide di tornare in Portogallo; la nave su cui si imbarca però, per cause indipendenti dalla volontà dell’equipaggio, perde completamente la rotta e fa naufragio sulle coste settentrionali della Sicilia.

Antonio intraprende, quindi, un viaggio per l’Italia che lo porta nel giorno della Pentecoste del 1221 ad Assisi, dove incontra San Francesco e da cui parte per raggiungere l’eremo di Montepaolo, in Romagna. La sua fama di predicatore nasce da un altro fortuito caso; circa un anno dopo il suo arrivo all’eremo si devono ordinare alcuni sacerdoti, ma la persona designata non può essere presente per cui viene chiesto ad Antonio di prendere le sue veci. In quell’occasione il suo talento come predicatore viene notato ed egli parte alla volta del nord Italia. Nel 1223 inizia l’insegnamento di teologia presso l’università di Bologna. Rimane fisso nella città per circa tre anni e poi riparte per il suo pellegrinaggio di predicazione in giro per l’Italia. Per poter svolgere la sua missione di guida delle fraternità francescane, Antonio si reca in molti conventi, ma per ben tre volte staziona presso la chiesa di Santa Maria Mater Domini a Padova. Nel corso del suo terzo soggiorno, il 13 di giugno, si sente male nella casa del conte Tiso dove insieme ad altri confratelli sta svolgendo un ritiro spirituale; trasportato a Padova muore poco prima di entrare in città e viene deposto nella chiesa di Santa Maria Mater Domini. Antonio diventa Santo solamente 11 mesi dopo la sua morte il 30 maggio del 1232 a causa dei tanti miracoli fatti ed alla devozione che i cittadini di Padova hanno da subito dimostrato, convincendo il Papa Gregorio IX alla sua canonizzazione e proclamazione in tempi brevissimi.

Sant’Antonio di Padova, le altre città di cui è patrono

Sant’Antonio è il Patrono di numerose città e paesi, sia in Italia che in diverse parti del mondo; egli è inoltre protettore del Portogallo e del Brasile mentre in Italia non esiste una regione che non abbia almeno una località il cui Patrono sia Sant’Antonio. Fra queste vi sono, ad esempio, Montesilvano, Amantea, Anacapri, Gemona, Anzio, Vieste oltre naturalmente a Padova. In questa città, dove si trovano tutt’ora le reliquie del Santo, il 13 giugno si svolge una festa solenne con varie messe nel corso della giornata e la processione lungo le vie cittadine con la statua e le reliquie del Santo.

Le altre celebrazioni

A Palmi il 13 giugno si svolge, dalla metà del XVI secolo, la festa di Sant’Antonio che ha come punto più importante, la processione della statua all’interno della città, alla quale vengono associati numerosi spettacoli musicali e la classica sfilata di grandi statue di cartapesta, denominate Giganti. I festeggiamenti si concludono con uno straordinario spettacolo pirotecnico che prende vita dal vicino monte Sant’Elia. Sant’Antonio è spesso evocato per poter ritrovare gli oggetti che si sono smarriti. Il 13 giugno si venerano anche Sant’Eulogio, Sant’Aventino e San Ramberto.

Il video con la vita



© RIPRODUZIONE RISERVATA