SANZIONI ALLA RUSSIA/ La festa per un default da 100 mln mentre arriva la recessione

- Giovanni Passali

Le sanzioni alla Russia non stanno funzionando. Intanto è certo che ci sarà in Occidente una recessione molto forte

Putin, Cremlino
Vladimir Putin, Presidente Russia al Cremlino (LaPresse, 2022)

Siamo al ridicolo. Uno dei personaggi pubblici più osannato dai media nazionali italiani nell’ultimo decennio, il presidente del Consiglio Mario Draghi, continua a collezionare un fallimento dopo l’altro. E dopo aver fallito come Governatore della Bce (nel tenere il tasso di inflazione ad un valore prossimo al 2%) e aver legato il suo Governo al celebre Pnrr (progetti impegnativi sulla carta e di fatto bloccati da mille vincoli e dalla mancanza di personale specializzato), ora inizia a collezionare figuracce sul piano internazionale.

Lasciamo stare la sua retorica sui vaccini (“Chi non si vaccina, si infetta e muore…”) o sulla prossima mancanza di energia (“è meglio spegnere il condizionatore e non finanziare la guerra”). Ora c’è la guerra in Ucraina, ci sono le sanzioni e l’economia reale sta peggiorando sempre più. E il mitico Premier va in parlamento a spiegare che le sanzioni servono a impedire alla Russia di finanziare la guerra. E qui già i conti non tornano, dato che la bilancia commerciale russa passerà da un positivo di circa 120 miliardi di dollari del 2021 a circa 250 miliardi (previsti) per il 2022. L’Occidente non compra più petrolio e gas? E la Russia esporta verso Cina e India, oltre 2,5 miliardi di persone in soli due Paesi. In particolare il primo di questi ha ridotto del 95% le sue importazioni di greggio dagli.. Usa!

Poi il nostro mitico presidentissimo va al G7 e cosa viene fuori? Viene fuori che hanno deciso di bloccare l’oro russo (quello depositato all’estero). A parte il fatto che era già congelato, questo impedisce di usarlo come garanzia per i pagamenti esteri. La prima conseguenza è che il debito russo è andato in default. E questa è la parte ridicola, perché è la prima volta nella storia che il debito di un Paese viene dichiarato in default quando questo Paese non ha alcun problema economico o finanziario, ma non può pagare perché gli hanno bloccato i conti ed è stato escluso dai circuiti di pagamento.

E di che cifra stiamo parlando? Di una cifra ridicola, appena 100 milioni di dollari. Eppure la notizia del default della Russia è finita su tutti i media nazionali italiani come se fosse un successo delle nostre sanzioni. Capito il ridicolo? I russi non ci hanno dato 100 miseri milioni di dollari e noi (i presunti derubati) festeggiamo come se avessimo ottenuto una vittoria clamorosa. Ma sono i russi che non voglio pagare oppure sono i nostri governanti che ci stanno pigliando in giro?

Al di là delle idee personali, basta guardare la realtà: in Russia nell’ultimo mese l’inflazione è andata a zero, poiché non hanno di certo il problema del petrolio troppo caro (loro non devono acquistarlo sul mercato internazionale) e le sanzioni hanno bloccato l’importazione di beni stranieri, quindi l’inflazione che abbiamo in Occidente non si è propagata sul loro mercato interno. Anzi, la loro economia è in ripresa perché stanno iniziando a sostituire beni che prima venivano prodotti all’estero e importati con produzione interna. Certo, ci vorrà tempo per sostituire le importazioni, a hanno cominciato. E da noi come vanno le cose?

Intervenendo a distanza a una conferenza, Elon Musk ha dichiarato: “Penso che probabilmente siamo in una recessione e che la recessione peggiorerà”. Ha aggiunto: “Probabilmente sarà dura, non so, un anno, forse dai 12 ai 18 mesi, di solito è la quantità di tempo necessaria perché avvenga una correzione”. Ma ciò che Musk cerca di dire in realtà è ben diverso dal preoccupare gli investitori, infatti, quando un utente di Twitter gli ha chiesto se l’economia si stesse avvicinando alla recessione, Musk ha detto: “Sì, ma in realtà è una buona cosa. È da troppo tempo che piovono soldi sugli sciocchi. Alcuni fallimenti devono accadere”, facendo allusione a come la politica della Fed abbia fatto arricchire non pochi investitori.

Ora però la Fed e la Bce hanno deciso di stringere i cordoni della borsa, hanno deciso di placare l’inflazione facendola pagare a chi lavora, lasciandolo senza lavoro per impedire che possa spendere e che possa far crescere l’inflazione. Insomma, hanno deciso di diffondere povertà e miseria per bloccare l’inflazione. Il tentativo però sta fallendo perché la semplice verità è che hanno perso il controllo della situazione. 

Per questo forse hanno bisogno che la guerra continui? Per questo forse hanno bisogno che la guerra magari si allarghi?

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