Sardine diventano partito?/ Congresso nazionale dopo le Elezioni in Emilia Romagna

- Niccolò Magnani

Le Sardine diventano un partito? L’annuncio del primo Congresso Nazionale dopo le Elezioni Regionali in Emilia Romagna: i punti programmatici e..

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Mattia Santori, Sardine (LaPresse, 2019)

Le Sardine fondano il loro partito dopo mesi passati a dire il contrario? Potrebbe non essere escluso dopo quanto annunciato, a sorpresa, questa mattina ad Agorà dalla portavoce di Torino Francesca Valentina Penotti: un Congresso Nazionale che si terrà dopo le Elezioni Regionali in Emilia Romagna e Calabria e che vedrà riuniti, in vesti più formali, i rappresentanti e referenti “sardine” di tutta Italia come già avvenuto ad inizio dicembre a Roma nel palazzo occupato di Via Santa Croce in Gerusalemme dopo il primo raduno nazionale di Piazza San Giovanni. La leader piemontese delle Sardine ha così spiegato questa mattina su Rai 3 la prima loro vera “agenda politica” delle prossime settimane: «A livello regionale siamo un po’ divisi, nel senso che ogni Regione pensa giustamente un po’ per sé. In Piemonte avremo una sorta di Congresso riunione il 25 gennaio. Importante anche l’Emilia Romagna il 19 gennaio ‘Sardina ospita sardina’ quindi che comprenderà il week end fra il 18 ed il 19 gennaio. Invece il Nazionale posso dirvi che entro il 26 gennaio uscirà una data, una data che verrà stabilita dopo il 26 gennaio, in cui ci sarà un Congresso Nazionale di noi rappresentanti sardine e probabilmente sarà una due giorni». I temi all’ordine del giorno saranno quei 6 punti esposti nel Manifesto (qui a fondo pagina, ndr) già esposto ma ovviamente anche il ragionamento su dove andare e cosa “fare” con questo Movimento ormai transregionale.

LE SARDINE E QUEL PARTITO SEMPRE RIFIUTATO (FINORA)

Mesi passati a contrastare la presenza di Salvini e leghisti nei vari comizi per le campagne elettorali, le Sardine hanno fin da subito trasformato il loro anti-leghismo in una cornice assai più grande e inattesa dove si sono radunati diversi cittadini che non si riconoscevano nella politica di Centrodestra, con simpatie trasversali da sinistra al centro finanche ai lati meno “sovranisti” del Cdx. Ora però, dopo il raduno e il Manifesto lanciato a Roma, Mattia Santori e gli altri “vertici” delle Sardine provano a piazzare il “colpo” di un Congresso, forse una due giorni, dove poter forse tracciare il solco per un prossimo e non molto lontano appuntamento: un nuovo partito o comunque un movimento che possa già partecipare alle future urne amministrative e chissà perché no, anche a potenziali Elezioni politiche anticipate qualora il Governo Conte-2 non dovesse durare. Nel frattempo, tra attriti interni e referenti non tutti in accordo con la “leadership” bolognese di Santori e degli altri tre fondatori, le Sardine si sono date appuntamento il giorno dell’Epifania a Riace per manifestare solidarietà all’ex sindaco Mimmo Riace, un altro dei simboli anti-Salvini e anti-Lega: l’occasione è stata la manifestazione “Festa della diversità” organizzata dalla sardina di Calabria Jasmine Cristallo (la stessa protagonista della querelle sulla figlia di Salvini, ndr) «Riace resta un esempio di accoglienza famoso in tutto il mondo grazie alle iniziative promosse da Mimmo Lucano». Di contro, l’ex sindaco di Riace ha dato la sua piena adesione al progetto delle Sardine, «ringrazio le Sardine perché loro, come me, sono umane e contro i seminatori di odio. Ribadisco il mio impegno per i migranti – ha concluso Lucano – e rifarei tutto ciò che ho fatto».



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