Scalfari “Papa mio amico, fa riscoprire mio Io”/ Telefonata ‘segreta’ di Francesco

- Niccolò Magnani

La telefonata “segreta” di Papa Francesco ha Eugenio Scalfari: scrive il giornalista “è un amico che mi ha aiuta a riscoprire il mio Io e le mie domande”

Angelus Papa
Angelus Papa Francesco da San Pietro (LaPresse, 2020)

Solo due giorni fa scrivevamo dell’ultima “difesa” lanciata da Eugenio Scalfari all’amico-confidente ‘speciale’, ovvero Papa Francesco: ebbene, oggi nel suo consueto maxi editoriale della domenica, il fondatore di “La Repubblica” svela l’ultima telefonata ricevuta dal Vaticano a parte del Santo Padre in persona. «Ho ricevuto una telefonata per me preziosa e commovente: quella di Sua Santità Papa Francesco del quale in realtà sono amico (ammesso che si possa adoperare questa parola nei confronti di Sua Santità)», scrive commosso in prima pagina l’anziano primo direttore de “La Repubblica“. Dopo aver ribadito solo due giorni fa del timore del Papa di proseguire ancora “confinato” in Vaticano per colpa della pandemia Covid-19 – e di non poter così portare avanti la sua “riforma dottrinale” (così la identifica Scalfari) verso quell’unica «religione mondiale, con un unico Dio non solo cristiano» – Scalfari non riporta in realtà quasi nulla del contenuto della telefonata come invece eravamo abituati le scorse “puntate”. «Do notizia di quanto è avvenuto poche Papa Francesco è stato ed è ancora una personalità che porta con sé l’importanza della creatura umana quale che ne siano la religione e la moralità», scrive ancora il giornalista.

LA TELEFONATA ‘SEGRETA’ DEL PAPA

Il tema della religione e la rilettura che Papa Francesco ne fa nel suo magistero – secondo Scalfari – ha creato sostanzialmente il “se stesso” e su quello si interroga il fondatore di Rep che ancora si considera “ateo” nonostante i tanti dialoghi ormai con il Santo Padre. L’editoriale di oggi è poi un costrutto di diversi pensieri riguardo il rapporto tra la scoperta dell’Io e la coscienza umana nella modernità: da Socrate a Cartesio finendo al cristianesimo, per Scalfari appare come fondamentale il rapporto così stretto con il Papa per indagare tutte quelle domande rimaste in lui “senza risposte” per tutta la vita. «Esiste veramente l’Io? Per alcuni è una superstizione, oppure una caricatura o una maschera, una bandiera, il pennacchio di un’elmo, un computer depositario di una memoria, una gabbia, un capriccioso dittatore, oppure un prigioniero. C’è materia per pensare e discutere», sottolinea ancora Scalfari come diretta “conseguenza” di quanto quella telefonata lo ha evidentemente scosso.

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