Scarlett Johansson, video appello per Zaki/ “Liberate lui e gli attivisti in carcere”

- Silvana Palazzo

Scarlett Johansson, video per Zaki e gli attivisti in carcere: “Torturato dopo l’arresto, liberateli tutti. Egitto? Far sentire la propria voce è pericoloso”

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Scarlett Johansson (Foto: YouTube)

Scarlett Johansson scende in campo per Patrick Zaki e gli attivisti in carcere. L’attrice statunitense ha pubblicato su YouTube un video in cui chiede che i quattro attivisti di Eipr, l’ong egiziana per la difesa dei diritti civili di cui fa parte anche lo studente dell’Università di Bologna, vengano subito scarcerati. «Questi uomini hanno passato la vita a lottare contro l’ingiustizia e ora si trovano dietro le sbarre», dice Scarlett Johansson. Patrick Zaki infatti è in custodia cautelare dallo scorso febbraio con l’accusa di propaganda sovversiva e rischia fino a 25 anni di carcere. «Far sentire la propria voce in Egitto oggi è pericoloso», tuona l’attrice, che si schiera apertamente contro l’Egitto. «Tutti affrontano accuse false che potrebbero portare a molti anni di prigione. In effetti, il loro unico “crimine” è stato quello di difendere la dignità degli egiziani». Scarlett Johansson ha poi lodato il lavoro dell’ong Eipr, che da anni lavora con coraggio e instancabilmente in prima linea in difesa e protezione di chi è più vulnerabile e per riformare il sistema della giustizia penale.

SCARLETT JOHANSSON “ZAKI TORTURATO, LIBERATELO”

«Il sistema di giustizia penale è rotto e semina il caos nelle vite di persone innocenti e per porre fine alla pena di morte», ha dichiarato Scarlett Johansson nel video condiviso su YouTube. Inoltre, l’attrice statunitense ha elogiato il coraggio degli attivisti che «continuano il loro lavoro per difendere i diritti civili» pur rischiando di pagare «un costo personale così elevato». Quindi, attacca duramente l’Egitto: «Un governo veramente democratico celebrerebbe questi uomini, non li imprigionerebbe. Sono i migliori di noi». Scarlett Johansson ha parlato anche dettagliatamente dei quattro attivisti imprigionati, Karim, Gasser, Mohammad e Zaki. A proposito di Patrick Zaki ha raccontato che «è stato torturato dopo che la polizia lo aveva arrestato all’inizio di quest’anno». Parla anche delle loro famiglie: «Il dolore e l’angoscia sono inimmaginabili». Poi torna a difendere il lavoro dell’Ong: «Il lavoro dell’Eipr è una luce splendente per la democrazia e la libertà, non solo in Egitto e in Medio Oriente, ma per le persone di tutto il mondo». Infine, l’appello: «Oggi mi unisco al popolo egiziano e a molti altri in tutto il mondo e chiedo il rilascio immediato di Gasser, Karim, Mohammad e Zaki».



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