Scarpellini, ex calciante torna in carcere/ Firenze, minacce a una donna “Ti ammazzo”

- Emanuela Longo

Firenze, ex calciante Rolando Scarpellini torna in carcere dopo aver minacciato nuovamente una donna: lo scorso agosto un episodio simile

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Carabinieri (LaPresse)

A meno di un anno dall’arresto dell’ex calciante Rolando Scarpellini, l’uomo che lo scorso agosto mise a ferro e fuoco il quartiere fiorentino dell’Isolotto dopo essere stato braccato dalle Forze dell’ordine in seguito ad una aggressione a una donna, per lui si prospettano nuovi guai. Scarpellini, infatti, nelle passate ore ha fatto ritorno in carcere per motivi molto simili a quelli che lo avevano visto protagonista la scorsa estate. Come riferisce il quotidiano La Nazione, il tribunale di sorveglianza di Firenze ha deciso di far tornare in cella l’ex calciante dopo aver intravisto almeno un episodio “negativo” durante i domiciliari presso la sua abitazione. Il copione sembra essere il medesimo: Scarpellini avrebbe ancora una volta minacciato una donna con frasi choc. Si tratta di una vittima diversa rispetto a quella che aveva minacciato con una postola e dalla quale era partita la spietata caccia all’uomo per una intera notte nell’intero capoluogo toscano.

SCARPELLINI TORNA IN CARCERE: NUOVE MINACCE A UNA DONNA

I giudici del tribunale di sorveglianza di Firenze si è espresso sul caso di Scarpellini definendolo “persona pericolosa per la incolumità delle persone, ha una struttura fisica imponente che gli consentirebbe facilmente di aggredire chiunque anche avvalendosi solo della sua forza fisica, ciò nonostante non ha esitato a fare ricorso ad armi da sparo detenute illegalmente per minacciare il prossimo”. Così è stato motivato il provvedimento con il quale dallo scorso 24 maggio l’ex calciante è nuovamente tornato nel carcere di Sollicciano. In seguito alle nuove minacce di morte, la donna non avrebbe comunque deciso di presentare denuncia contro Scarpellini ma le sue dichiarazioni sono comunque finite in una informativa dei carabinieri al magistrato. Il fatto che la vittima non abbia sporto denuncia, per gli inquirenti, è da giustificare con il suo essere “atterrita e sconvolta” e per la paura “di poter essere uccisa dallo Scarpellini e solo per tale ragione non ha avuto il coraggio di formalizzare l’atto”. Secondo quanto emerso, nel periodo di osservazione alla donna avrebbe detto: “Appena esco ti ammazzo e faccio una strage”.



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