SCENARI/ Il corridoio Cina-Pakistan scatena l’ira dell’India

- Giuseppe Gagliano

Prende forma il corridoio economico Cina-Pakistan, che consentirà alla Via della Seta di raggiungere il Golfo Persico. India in allarme

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Il presidente della Cina, Xi Jinping (LaPresse)

L’approvazione da parte del governo pakistano del raddoppio dell’infrastruttura ferroviaria da Karachi a Peshawar per un totale di 9 miliardi di dollari nel contesto del corridoio economico Cina-Pakistan costituisce un consolidamento strategico dell’espansione cinese e, in particolare, della Nuova Via della Seta. Quanto cruciale sia questo progetto infrastrutturale lo si evince dal fatto che è stato discusso nel corso di un incontro tra il primo ministro Imran Khan, il capo dello stato maggiore dell’esercito Qamar Bajwa, il ministro delle Ferrovie Shaikh Rashid Ahmad e il presidente cinese Xi Jinping. Naturalmente sul piano strettamente tecnico il progetto era stato già discusso durante il Joint Working Group che si è tenuta il 10 e 11 ottobre a Islamabad, incontro al quale hanno preso parte sia il segretario alla comunicazione pakistano Jawwad Rafique Malik sia il capo pianificatore del ministero dei Trasporti cinese Wang Zhiqing.

Nonostante sin dall’inizio il progetto abbia dovuto affrontare ritardi a causa di un complesso contenzioso sulla natura dei prestiti da parte di Pechino – superato grazie alla disponibilità cinese di saldare il debito nell’arco di vent’anni – lo stanziamento per il potenziamento della ferrovia Karachi-Lahore-Peshawar, che ha una lunghezza totale di 1.872 chilometri, consentirà fra l’altro l’aumento della velocità dei treni, che passerà da 65-110 km all’ora a 160 km all’ora.

Sotto il profilo geopolitico questa conferma rappresenta, come dicevamo poc’anzi, il consolidamento della Nuova Via della Seta. Infatti la Cina intende attuare una logica di espansione di natura economica e anche di natura militare (leggi infrastrutturali militari) nel contesto dell’Indo-Pacifico. A tale proposito Pechino considera quella vasta area geografica che passa da Gwadar (in Pakistan), Hambantota (in Sri Lanka), Chittagong (in Bangladesh) e arriva fino a Sittwe (nello Myanmar) come una propria zona di influenza.

Ora, la realizzazione del cosiddetto China-Pakistan Economic Corridor (Cpec) è finalizzata a rendere il collegamento tra il Pakistan e la Cina (nel contesto della Via della Seta cinese) più agevole proprio grazie alla costruzione di infrastrutture ferroviarie, portuali ed energetiche. Un corridoio che guarda caso attraversa il Kashmir oltre al Belucistan e allo Xinjiang.

Inoltre la realizzazione del corridoio consentirà al porto di Gwadar di svolgere un ruolo centrale, perché consentirà alla Cina di connettersi sia con il Golfo Persico che con il Mare Arabico.

È superfluo osservare come il corridoio e il potenziamento dell’infrastruttura ferroviaria non faranno altro che aumentare la conflittualità politica con l’India, che non ha mai condiviso i legami sinergici a livello politico ed economico che la Cina sta ponendo in essere con il Pakistan.

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