SCENARIO ITALIA/ Dopo il voto la manovra resta in mano a Draghi

- int. Mario Deaglio

Il Governo si appresta a varare il Decreto aiuti-bis. Draghi, però, dovrà con tutta probabilità occuparsi anche della Legge di bilancio

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Mario Draghi, presidente del Consiglio, e Daniele Franco, ministro dell'Economia (LaPresse)

Il Consiglio dei ministri ha approvato l’assestamento di bilancio, tassello indispensabile per liberare circa 14,3 miliardi di euro per il Decreto aiuti-bis, dopo il quale il Governo tornerà a concentrarsi sul Pnrr per poi predisporre la Nota di aggiornamento al Def (che va presentata alle Camere entro il 27 settembre).

Secondo Mario Deaglioprofessore emerito di Economia internazionale all’Università di Torino, sarà comunque Mario Draghi a mettere a punto la Legge di bilancio.

Ne è così sicuro?

La Legge di bilancio va presentata a Bruxelles entro metà ottobre ed è bene che un Paese debitore non sia anche ritardatario. Inoltre, non va dimenticato che se il 31 dicembre la manovra non verrà approvata dal Parlamento scatterà l’esercizio provvisorio. Il che significa che per le migliaia di voci che compongono il bilancio pubblico non si potranno cambiare gli importi rispetto a quelli di quest’anno.

Con quali impatti?

Per fare un esempio, un dipendente pubblico che dovesse avere un aumento di stipendio dal 1° gennaio non lo riceverà. E anche i pensionati non potranno vedere la rivalutazione dei loro assegni in base all’inflazione. Tutto questo finché non sarà approvata la Legge di bilancio.

Dunque l’esercizio provvisorio potrebbe durare anche un solo mese…

Sì, ma non dobbiamo dimenticare che saranno necessari tutti i decreti attuativi perché i provvedimenti entrino effettivamente in vigore.

Draghi dovrebbe approvare la Legge di bilancio prima o dopo le elezioni?

Non c’è tempo per approvarla prima, entro il 25 settembre sarà possibile solo dare il via libera alla Nadef. E anche completare la maggior parte del lavoro mancante sul fronte del Pnrr. Non bisogna dimenticare che Draghi dovrebbe rimanere in carica almeno fino a metà novembre, perché dopo le chiusura delle urne bisognerà attendere la convalida dei voti, poi andranno riunite le Camere, si dovranno eleggere i rispettivi Presidenti e formare le Commissioni parlamentari. Solo dopo potranno iniziare le consultazioni del presidente della Repubblica per attribuire l’incarico di formare un nuovo Governo. Non è detto però che le consultazioni siano brevi e dalle urne potrebbe non uscire una chiara maggioranza.

Il Premier potrà dare una sua impronta alla Legge di bilancio anche dopo le elezioni?

Credo che sarà più libero di prima, dovrà certo recepire qualche richiesta dei partiti, ma l’impostazione principale potrà darla lui. Voglio vedere quale la forza politica avrà poi il coraggio di far saltare un provvedimento che darà comunque risorse ai suoi elettori.

Una manovra fatta da Draghi ci potrebbe quindi aiutare in ambito europeo, viste anche le ultime mosse della Bce?

Sì, anche se va detto che il nuovo Governo non potrà fare tutto quello che vorrà, dovrà per forza di cose trovare un accordo con la Bce e l’Ue. Ci sarà sempre qualcuno che osserverà dall’alto le mosse del nostro Paese, anche per via del Pnrr.
Il nuovo Governo avrà quindi una strada già tracciata, almeno in una prima fase.

Senz’altro. Non potrà discutere d’altro. Non può rischiare di non avere il supporto della Bce.

L’Ue sembra essere riuscita a raggiungere un accordo sulla riduzione dei consumi di gas. Come vede in generale la situazione europea?

In Francia Macron è di fatto prigioniero dell’Assemblea, non ha la maggioranza e deve trovare i voti necessari per ogni provvedimento. La Germania è in una situazione caotica, non può fare a meno del gas russo e nel Governo ci sono anche i Verdi che vogliono chiudere le centrali nucleari: sicuramente è il Paese più in difficoltà in vista dell’inverno. Dal punto di vista energetico, grazie anche all’accordo con l’Algeria, l’Italia è invece messa benino. Potremmo dover prendere qualche provvedimento per il risparmio energetico, ma nulla di drastico.

Anche la Francia non è messa male…

Ho partecipato qualche settimana fa al forum economico di Aix-en-Provence, dove ho sentito il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire piuttosto preoccupato. Ho chiesto spiegazioni a un collega francese visto il gran numero di centrali nucleari transalpine e lui mi ha risposto che coprono l’80% del fabbisogno e che per il restante 20% potrebbero esserci dei problemi.

Complessivamente come Europa non siamo però messi bene.

Sì, ma forse è messa bene l’America? Oppure la Russia o la Cina? Faccio fatica a trovare nel mondo qualcuno che non sia messo male. Forse Giappone, India e Australia. Per l’Italia il momento non è così negativo: mentre l’orizzonte è buio per tutti, noi adesso abbiamo sopra un piccolo raggio di sole. Può darsi che se ce lo giochiamo bene duri ancora un po’. 

(Lorenzo Torrisi)

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