Schindler’s List, storia vera di Oskar Schindler/ Chi è l’uomo che salvò tanti ebrei

- Rossella Pastore

Schindler’s List, storia vera dietro al film in onda oggi su Rete 4: Oskar era in fondo un uomo normale, che ha fatto quel che tutti avrebbero dovuto.

Oskar Schindler nella vita reale
Oskar Schindler nella vita reale

Schindler’s List, il film diretto da Steven Spielberg, racconta una delle pagine più terribili della storia moderna: la Shoah. Una storia vera quella raccontata dal regista Premio Oscar con “protagonista” Oskar Schindler, imprenditore tedesco che durante la seconda guerra mondiale ha salvato la vita a migliaia di ebrei. Nel 1942, infatti, Schindler vede con i suoi occhi il rastrellamento del ghetto di Cracovia: migliaia di cittadini ebrei furono presi, umiliati e picchiati. Alcuni persero la vita durante le violenze, mentre i sopravvissuti furono deportati al campo di sterminio Krakow-Plaszow. La notizia sconvolse la vita di Schindler che decise di mettere in salvo migliaia di ebrei facendoli trasferire nella sua fabbrica industriale. Un gesto che ha fatto storia e che ha consacrato Schindler come uno tra gli uomini che ha salvato l’umanità. La sua forza e il suo coraggio gli sono valsi anche diversi riconoscimenti come la Croce al Merito di I Classe per aver salvato centinaia di vita umane. Successivamente anche la commissione israeliana Yad Vashem ha insignito l’imprenditoria con il titolo di Giusto tra le Nazioni. (aggiornamento di Emanuele Ambrosio)

Schindler’s List, storia vera di Oskar Schindler: non eroe, ma uomo coi suoi difetti

Va in onda stasera, alle 21.32 su Rete 4, il film crudo e drammatico sul tema della Shoah dal titolo Schindler’s List, in italiano La lista di Schindler. Ma chi è davvero Oskar Schindler, il protagonista della pellicola interpretato da Liam Neeson? Imprenditore tedesco classe 1908, Schindler non ha la stoffa dell’eroe, almeno secondo le cronache dell’epoca, che lo descrivono come un uomo dallo stile di vita piuttosto rilassato, un cosiddetto bon viveur, la cui vita, però, ebbe un risvolto inaspettato con l’inizio della deportazione nei campi di sterminio a opera dei nazisti. Verrebbe da pensare che chiunque, al suo posto, avendo la possibilità concreta e materiale di salvare delle vite, avrebbe agito in quel modo, ma la storia ci insegna che non è purtroppo così, dal momento che in tanti – troppi – fecero finta di non vedere o non sapere cosa accadesse ad Auschwitz e negli altri luoghi di morte fatti istituire dal Führer.

Chi è davvero il protagonista di Schindler’s List

Da alcune biografie, dunque, traspare un ritratto di Oskar Schindler che ha poco a che fare con la figura dell’eroe. Ciò, da un lato, non fa che contribuire ad accrescere la convinzione che chiunque, a quel punto, avrebbe potuto fare la differenza, accettando il rischio inevitabile di essere scoperto. Sulla carta, anche Schindler era un nazista: per di più, anzi, per i tedeschi rappresentava un punto di riferimento in quanto fidato agente dei Servizi Segreti Militari. Proprio sotto la dittatura di Hitler, Oskar diventò un uomo di successo, accumulando un patrimonio abbastanza ingente. In Cecoslovacchia e Polonia si distinse come spia pagata dalla Germania, e con la sua fabbrica garantì munizioni all’esercito della nazione. Nulla del suo passato, insomma, lascia trapelare lo spirito di solidarietà di cui si rivelò dotato nella seconda parte della sua vita.

Oskar Schindler: un’infanzia a contatto con gli ebrei

Fu proprio Oskar Schindler l’unico tedesco della storia a salvare oltre un migliaio di ebrei da una sorte apparentemente inevitabile. ‘Inevitabile’ se si pensa all’indifferenza omertosa degli amici, dei vicini di casa e dei conoscenti che – da un giorno all’altro – smisero di trattare con i ‘giudei’ (così chiamati in senso spregiativo), lasciando che andassero incontro a un destino di morte facilmente immaginabile. Anche Oskar, nel corso della sua infanzia, ebbe a che fare direttamente con alcune persone ebree, a scuola e anche fuori, dal momento che vicino a lui abitava un rabbino con due figli. Da ragazzo, Oskar non era molto portato per lo studio, pur essendo dotato di quell’intelligenza necessaria per fare soldi sottoscrivendo i giusti affari. Vista la sua adesione formale al partito nazista, a seguito della caduta di Hitler, Schindler fu costretto a emigrare in Argentina. Solo in un secondo momento venne fuori la verità circa il suo comportamento degno di lode e riconoscimento.

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