Sci, Boccia: “Riparte quando epidemia raffreddata”/ Caos Ue: Austria vs chiusura

- Carmine Massimo Balsamo

Sci, il ministro Boccia esclude una riapertura a stretto giro di posta. Svizzera non fa passi indietro: “Non ci sono segnali di focolai”

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Prosegue l’acceso dibattito sullo sci in vista del periodo natalizio. Il Governo ha in più occasioni ribadito di essere contrario alla riapertura degli impianti e la conferma è arrivata dal ministro Francesco Boccia. Il titolare degli Affari regionali avrebbe dichiarato: «Gli impianti da sci e il sistema vacanze invernali che sono fondamentali per la nostra economia riapriranno quando l’epidemia si sarà raffreddata, speriamo nel giro di un mese, un mese e mezzo. I ristori saranno garantiti per tutte le attività che non potranno aprire», riporta Ansa. L’esponente del Partito Democratico avrebbe poi messo in risalto che sicurezza e salute delle persone vengono prima di tutto: «Dobbiamo chiudere questa seconda ondata evitando la terza e mantenendo la convivenza con il virus con il massimo della sicurezza».

SCI, BOCCIA ALLONTANA RIAPERTURA: LA SITUAZIONE IN UE

Lo sci è tema di discussione a livello europeo e non sembra esserci grande condivisione sul da farsi. L’Austria è contraria a linee guida comuni a livello Ue, proposte dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. Ricordiamo che Berlino, supportata da Parigi, ha già ribadito di essere contraria alla riapertura degli impianti. Sebastian Kurz ha evidenziato che ogni Paese dovrebbe adottare le proprie misure per riaprire le varie aree a seconda delle statistiche di contagio a livello nazionale. Dello stesso avviso la Svizzera, che sta mantenendo le strutture aperte in tutti i cantoni della Svizzera. Il consigliere federale Alain Berset ha spiegato: «Non ci sono segnali che la pandemia sta crescendo, né che le stazioni sciistiche sono luogo di focolai, quindi continuiamo», riporta il Corriere della Sera.

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