Scialpi/ “Ultima canzone, poi mi ritiro dalla musica” (Techetechetè)

- Dario D'Angelo

Scialpi protagonista di Techetechetè su Rai Uno: l’artista al passo d’addio: “Sono un caso umano, così non riesco ad andare avanti”.

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Nella puntata di Techetechetè in onda oggi su Rai Uno spazio anche per Scialpi. Il cantante parmigiano, che dal 2012 ha deciso di cambiare il suo nome d’arte in Shalpy, sarà uno dei volti che terranno compagnia ai telespettatori in questa serata dedicata al Festival di Sanremo. Tre le apparizioni del cantante all’Ariston: la prima nel 1986 con No East, No West conclusa con il 16esimo posto; stesso piazzamento, l’anno successivo, con la canzone Bella età. Risultato negativo anche nel 1992 quando da solista Giovanni Scialpi canta”È una nanna” senza trovare però l’ingresso in finale. Più fortunate le sue apparizioni al Festivalbar: nel 1983 trionfa con Rocking Rolling mentre l’anno dopo si conferma tra i cantanti dell’estate con il secondo posto conquistato grazie al brano Cigarettes and Coffee.

SCIALPI A TECHETECHETE’

Come i fan di Scialpi sapranno bene, il cantante ha deciso di ritirarsi dalla musica alla fine di quest’anno: “Ho deciso di smettere: così non riesco ad andare avanti. Negli ultimi tempi ho dovuto affrontare la fine di un matrimonio e anche gravi problemi di salute: dal 2015 vivo con un pacemaker, per problemi cardiaci. Insomma, sono un caso umano”, ha raccontato a Il Messaggero. L’artista ha spiegato: “Non ho voluto fare proclami come fanno le varie Laura Pausini, Fiorella Mannoia, Tiziano Ferro. Che c’entrano loro? Gentaccia. Non si fanno sfuggire un’occasione per poter mostrare il proprio ego. Il fatto è che in Italia se non hai le giuste conoscenze, sei fuori dai giochi. Come me. Se non fai parte del giro giusto, non hai accesso a canali come il ‘Festival di Sanremo’, ‘Amici’, programmi tv di successo, prime serate. Devi produrti da solo, organizzare concerti in piazza. E non guadagni una lira. Il problema? È nel sistema. Dovrebbe esserci più meritocrazia, più trasparenza. Le selezioni di Sanremo, ad esempio: perché non vengono affidate a una giuria popolare? In altri paesi, come gli Stati Uniti, le cose non funzionano così: lo so perché da trentacinque anni faccio avanti e indietro, gli ultimi tre mesi li ho passati lì, in piena pandemia”. Prima dell’addio, però, Scialpi produrrà una canzone: “E sarà davvero l’ultima”, dice.



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