SCIENZA & LIBRI/ Un oceano di plastica

- Maria Cristina Speciani

In forma di dialogo, una panoramica su un tema ambientale particolarmente attuale: l’inquinamento degli oceani ad opera dei rifiuti di plastica. Adatto all’età della scuola primaria.  

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Nella collana Piccola biblioteca di scienza delle Edizioni Dedalo, la sezione dedicata all’ambiente si arricchisce di un nuovo saggio dedicato soprattutto ai bambini della scuola primaria.

Infatti, sia l’impianto del testo, un racconto che si svolge attraverso dialoghi guidati da un esperto (zia Elly, di professione chimico), sia le illustrazioni (di Vittoria Lorusso) che corredano il racconto rispettano la modalità, molto diffusa nella didattica, di semplificare al massimo ciò che si vuol comunicare.

In parecchie pagine sono presenti dei QR Code (13 in tutto) che rimandano a video o siti di approfondimento; una scelta certamente nuova e apprezzabile che arricchisce la trattazione, nella convinzione che oggi i bambini sanno «navigare» e raggiungere facilmente immagini reali forse più significative e attrattive dei disegni.

Tutti gli «inserti» sono riferiti a episodi raccontati in quella pagina, ma non sono omogenei: molti video sono in inglese e solo alcuni hanno i sottotitoli; per esempio il video di pagina 9 parte dal naufragio delle paperelle di plastica, ma prosegue spiegando in lingua inglese le correnti oceaniche – troppo per un bambino.

Da segnalare, invece, i video documentari a cui si rimanda nelle pagine 25, 26 e 27 e i simpatici video di cartoni animati a cui si rimanda dalla pagina 16.

Il tema è molto attuale, l’inquinamento delle acque, in particolare di quelle oceaniche, per opera dei rifiuti di plastica prodotti in grande quantità durante tutte le attività umane; il testo ne aiuta a capire, in modo semplice, alcuni aspetti.

Per rispondere a domande importanti (Cosa sono le isole di plastica? Perché è importante riciclare e pensare al futuro del nostro pianeta?) i lettori sono invitati a «partecipare» al gioco proposto da zia Elly ai suoi nipoti: «… a turno cerchiamo di scoprire insieme cos’hanno a che fare questi oggetti [disegnati su appositi bigliettini] con l’inquinamento marino e con le isole di plastica. Ne parlano in tanti, ma ancora pochi sanno come sono fatte veramente.» (pagina 7).

Tranne il capitolo introduttivo (Una passeggiata sulla spiaggia) e quello conclusivo (Dolcetto-scherzetto), ogni capitolo corrisponde a un oggetto: La papera giramondo; Lo yo-yo acquatico; Le reti fantasma; Un accendino indigesto; Una conchiglia per Bernardo; Ghiaccioli immangiabili; La lavatrice che sporca; Il water proibito; Infradito oceaniche. Per ogni oggetto preso in esame zia Elly (una alter ego dell’autrice che è docente di Didattica della Chimica all’università di Ferrara) sollecita la riflessione di tre simpatici bambini (Frency, Gemma e Mario) guidando un dialogo serrato e fornendo spiegazioni essenziali e adeguate all’età dei giovani lettori.

Resta in sottofondo una domanda: è ancora efficace fare divulgazione scientifica ai bambini attraverso racconti di esperienze conoscitive fatte da altri bambini?

D’altra parte, il libro vuole essere per «tutti» – e a questo scopo sembrano dedicate soprattutto le ultime quindici pagine, sotto il titolo Approfondimenti: due esperimenti, un glossario, una bibliografia e una serie di domande come suggerimenti per esplorare nuovi aspetti del tema.

 

Eleonora Polo

Un oceano di plastica

Edizioni Dedalo, Bari 2021

Pagine 64   Euro 10,00

Recensione di Maria Cristina Speciani

 



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