YOUTUBE VITA ARTIFICIALE/ Video – La prima cellula nata in laboratorio si riproduce. Per Craig Venter,” il padre”, sconfiggerà l’inquinamento

- La Redazione

E’ nata la prima cellula artificiale. La prima cellula stata realizzata da Craig Venter e dalla sua squadra composta da 20 scienziati

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E’ nata la prima cellula artificiale. La prima cellula stata realizzata da Craig Venter e dalla sua squadra composta da 20 scienziati. La cellula artificiale, un batterio chiamato Mycoplasma laboratorium, è da ieri in grado di riprodursi. La cellula consiste in un Dna sintetico impiantato in un batterio e rappresenta il primo esperimento riuscito di vita artificiale. 

E’ nato il primo essere vivente artificiale. Si tratta di una cellula, in grado di dividersi, riprodursi e moltiplicarsi. E’ stata prodotta in laboratorio nell’istituto di Craig Venter, negli Stati Uniti. Controllata da un patrimonio genetico sintetico, consiste in un batterio che, fino ad oggi, era inesistente in natura, battezzato Mycoplasma laboratorium. Il risultato degli scienziati guidati da Craig Venter rappresenta una svolta epocale nel contesto della vita artificiale. Si tratta della «prima cellula sintetica mai creata, totalmente derivata da un cromosoma sintetico, costruita con quattro bottiglie di composti chimici su un sintetizzatore a partire da informazioni elaborate al computer», ha spiegato Venter, per il quale ci troveremmo, addirittura, di fronte ad «una cellula che cambia la definizione di ciò che si intende per vita. Questa è la prima specie auto-replicante esistente sul pianeta Terra il cui padre è un computer». Per Venter, il frutto dei suoi sforzi sarebbe un «passo avanti, sia dal punto di vista scientifico che dal punto di vista filosofico. Certamente ha cambiato le mie opinioni per quanto riguarda le definizioni di ciò che è la vita, e di come la vita si manifesta».


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Per realizzare la cellula artificiale Venter ha costruito un genoma sintetico leggendo la sequenza genomica di un batterio già esistente in un database genetico, lo ha scomposto e, infine, rimodellato aggiungendo frammenti di Dna “inediti”, non presenti nell’originale. In questo modo ha prodotto un genoma prima inesistente. Questo, costituito da un milione di basi – le unità fondamentali del Dna – è stato impiantato in un batterio svuotato del proprio Dna. Un batterio con peculiarità genomiche che lo differenziano sostanzialmente da quello già presente in natura. Il risultato, pubblicato su Science, è frutto della combinazione di due esperimenti precedenti: nel 2007, team di Venter costruì un Dna sintetico, nel 2009 eseguì il primo trapianto di genoma da un batterio all’altro. 

 

 

 

 

 Da 15 anni Venter e i suoi 20 collaboratori studiavano come realizzare la vita artificiale. L’ostacolo più difficile, specie negli ultimi anni, era rappresentato dall’innescare il soffio vitale in un ammasso di sostanze inermi, «accendere il sistema operativo». Da ieri la cellula si è riprodotta, effettuando un’operazione tipica dei soli esseri viventi. E ha dato vita ad una colonia di cellule colorate intensamente di blu. Si tratta delle differenza specifica introdotta da Venter. Di un gene aggiuntivo per la pigmentazione. Una caratteristica del tutto inutile. Ma che prelude alla costituzione di cellule alle quali, applicando il medesimo principio, sarà possibile conferire le caratteristiche desiderate. In particolare Venter è convinto che – come ha instillato nell’organismo artificiale la peculiarità di essere blu -, potrà in futuro introdurne altre a proprio piacimento: come la prerogativa di mangiare il petrolio, di nutrirsi di anidride carbonica riducendo l’effetto serra, o di produrre farmaci. Questo è il sogno di Venter. Che, a chi gli chiedeva se non stesse giocando a fare Dio, rispose: «Ma io non sto affatto giocando».

 

 

 

 

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