SPAZIO/ Chi troverà un nome per la prossima missione di Paolo Nespoli?

- Mario Gargantini

L’astronauta italiano parteciperà alla prossima missione dell’Agenzia spaziale europea. E, come spiega MARIO GARGANTINI, saranno i cittadini europei a sceglierne il nome

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Paolo Nespoli (Foto Ansa)

A volte la creatività di un lettore qualsiasi, appassionato di astronautica, può superare quella degli addetti ai lavori e legare il suo nome a un’importante impresa spaziale. Poterebbe capitare a uno dei voi.

 

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) ha infatti bandito un concorso per trovare il nome alla prossima missione sulla Stazione Spaziale Internazionale (ISS) che per l’Italia avrà un valore particolare. Il 30 novembre prossimo la Soyuz TMA, la navicella appositamente modificata per il volo umano, con a bordo l’astronauta italiano Paolo Nespoli, l’americana Catherine Coleman e il russo Dimitri Kondratyev, lascerà il cosmodromo kazakho di Baikonur per dirigersi verso la Stazione Spaziale Internazionale per una missione di sei mesi in cui Nespoli avrà il delicato incarico di ingegnere di volo.

In questi giorni gli astronauti sono in pieno training, mentre i preparativi per il lancio proseguono senza intoppi. Manca solo il nome ufficiale. Ecco allora l’idea del concorso, aperto a tutti i cittadini residenti negli stati membri e cioè: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Norvegia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito. La proposta, che deve riportare in oggetto la dicitura “Paolo Nespoli Mission Name Competition”, va mandata entro le 18:00 del 30 giugno prossimo all’indirizzo ISSE3name@esa.int.

Nespoli non è nuovo a queste imprese: nella sua precedente missione, chiamata Esperia (antico nome greco dell’Italia), svoltasi dal 23 ottobre al 7 novembre 2007, ha volato come specialista di missione a bordo dello Space Shuttle Discovery per il volo STS-120. Durante questa missione è stato consegnato e installato il Nodo 2, un importante elemento strutturale essenziale per l’ulteriore ampliamento della ISS, che includeva anche l’aggiunta del laboratorio europeo Columbus.

Un altro importante compito svolto è stata la rilocazione di uno dei pannelli solari che forniscono energia alla Stazione. Nespoli ha avuto un ruolo chiave come astronauta di attività intraveicolare durante le uscite nello spazio, inclusa per quella relativa all’installazione del Nodo 2. Nel corso della missione l’astronauta italiano ha anche portato a termine per la comunità scientifica europea una serie di esperimenti nel campo della biologia e della fisiologia umana e ha preso parte in attività di carattere educativo.

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Ora è la volta di una nuova missione ancor più impegnativa, che attualmente – in attesa della nomination popolare – è denominata E3 in quanto si tratta della terza missione di lunga durata sulla Stazione Spaziale. La quale, peraltro, ha davanti a sé ancora molti anni di attività, almeno fino al 2020, e le missioni degli astronauti europei possono dare un notevole contributo alle ricerche scientifiche realizzate nel laboratorio europeo Columbus.

 

Nespoli, oltre a dirigere la missione, dovrà anche condurre un ricco programma di esperimenti scientifici e porterà con se una nuova macchina fotografica in 3D, con cui raccoglierà immagini della vita di bordo e vedute da dentro e fuori la ISS.

 

Ma torniamo al nome. Per partecipare al concorso dell’ESA bisogna rispettare alcune regole, indicate dettagliatamente nel sito dell’Agenzia. In linea di massima sono preferite combinazioni molto brevi di parole e non vanno utilizzati nomi di persona, fatta eccezione per quelli mitologici il cui significato simbolico sia comunemente noto. Vanno valorizzate sia la matrice culturale italiana (in onore di Nespoli) sia il ruolo sempre più impegnativo dell’Europa sulla ISS.

 

È altrettanto importante trovare un nome che condensi alcuni criteri generali, come l’importanza di uno stile di vita sano e attivo (come quello degli astronauti) e come quelli che l’ESA considera essere i tre concetti “chiave” delle missioni umane nello Spazio: il ruolo della tecnologia, il valore della scienza, l’importanza dell’istruzione.

 

Spazio (è il caso di dirlo) quindi alla fantasia. Le proposte vanno inviate con una e-mail che non deve superare i 3 MB e può essere scritta sia in inglese che in italiano. La denominazione vincente sarà pubblicata sul sito web dell’ESA entro luglio. Il vincitore riceverà una targa con il logo della missione firmato dagli astronauti.

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