VACCINO UNIVERSALE/ Stati Uniti: nel 2013 pronto il vaccino anti-influenzale universale

- La Redazione

Messo a punto un vaccino anti-influenzale di tipo universale. Potrebbe essere disponibile già dal 2013

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Infezione di morbillo a Bari

A partire dal 2013 comincerà la sperimentazione sugli uomini del nuovo vaccino anti-influenzale universale. Lo dicono i ricercatori del US National Institute of Allergy and Infectious Diseases di Bethesda. Il vaccine universale dovrebbe essere in grado di fronteggiare l’attacco dei virus di qualunque ceppo influenzale, e non più come adesso che per ogni tipo di attacco influenzale viene varato un nuovo vaccine.

Si tratta di un vaccino derivato da un virus risalente al 1999 che mira alle parti geneticamente comuni dei virus influenzali, mentre il secondo consiste in richiami di vaccinazioni contro le influenze stagionali e ha il compito di incrementare e rafforzare la capacità immunitaria del primo. Sono stati effettuati esperimenti su alcuni animali, tra cui topi e scimmie, iniettando loro diversi tipi di virus, tra cui quello particolarmente aggressivo risalente al 1934. Grazie al nuovo vaccino gli animali hanno reagito positivamente a tutti i virus antecedenti al 1999 e anche a quelli del 2006 e 2007.

Il vaccino è stato provato anche su dei furetti che hanno una costituzione molto simile a quella degli uomini. L’80% degli animali è sopravvissuto. Sono morti quelli a cui era stato somministrato solo il vaccino primario o solo i richiami. Il nuovo vaccino funziona perché è in grado di attaccarsi alla parte base del virus, che normalmente è in grado di mutare e acquisire resistenza ai vaccini.

Il nuovo virus evita che accada ciò. “Questo approccio” dice il dottor Nabel responsabile della ricerca “apre una nuova porta sulle vaccinazioni anti-influenzali che potrebbe renderle simili a quelle già in uso per altre malattie (per esempio l’epatite) che prevedono una vaccinazione di base nei primi anni di vita e richiami aggiuntivi nell’età adulta. Potremmo essere in grado di testare l’efficacia di questo metodo sugli esseri umani nei prossimi 3/5 anni”.

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