MEDICINA/ Una ricerca spiana la strada al vaccino contro la celiachia

- Daniele Banfi

Uno studio realizzato in Australia, spiega DANIELE BANFI, apre la possibilità a un vaccino contro la celiachia

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Foto Imagoeconomica

Pasta, pane e pizza. Per un italiano è difficile pensare a una vita senza di essi. Immaginate cosa accadrebbe se vi dicessero che da domani non ne potrete più toccare nemmeno un grammo. Quei normali gesti, come andare a mangiare una pizza con degli amici o consumare un panino veloce tra un impegno e un altro, andrebbero totalmente ripensati. Questa è la situazione che vive quotidianamente una persona affetta da celiachia, quell’intolleranza alimentare verso tutti i cibi contenenti glutine.

 

Un recente studio, realizzato da Bob Anderson e Jason Tye-Din del Walter and Eliza Hall Institute of Medical Research a Parkville (Australia), apre ora la strada alla realizzazione di un vaccino contro questo disturbo alimentare. I risultati sono stati pubblicati dalla rivista Science Translational Medicine.

Ma andiamo con ordine: che cos’è la celiachia? La celiachia è un’intolleranza alimentare permanente al glutine, una sostanza proteica presente in moltissimi cibi come avena, frumento, farro, kamut, orzo e segale. Facile intuire che il celiaco debba rinunciare a tutti quegli alimenti quali pane, pasta, biscotti e pizza.

Non solo, dalla dieta devono essere eliminate anche le più piccole tracce di farina da ogni piatto. Se fate attenzione alle etichette di alcuni prodotti alimentari, potenzialmente utilizzabili da un celiaco, troverete che possono comparire alcune tracce di glutine anche se il cibo in sé non ne contiene. Questo rende ancor più difficile la scelta del cibo alla persona affetta dalla malattia.

Il dato fondamentale da tenere presente è che una persona affetta da celiachia, a condizione di osservare una dieta corretta, può condurre una vita del tutto normale. In generale i celiaci presentano un quadro classico di malassorbimento con diarrea, perdita di peso e carenze nutritive multiple.

Secondo dati pubblicati dall’Associazione Italiana Celiachia, in Italia si stima la presenza di circa 380.000 persone affette da questa patologia. Purtroppo attualmente non esistono cure per questo disturbo. L’unico modo per prevenire eventuali danni è cambiare il proprio stile alimentare.

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La celiachia si sviluppa quando il nostro corpo scatena una reazione immunitaria contro una sostanza che normalmente è innocua, il glutine appunto. Fino ad oggi però non si è mai capito quali parti del glutine fossero i responsabili di questa anomala risposta. Lo studio di Bob Anderson e Jason Tye-Din ha individuato finalmente i responsabili. Si tratta di tre particolari frammenti proteici contenuti nel glutine.

 

Qual è la portata della scoperta? A detta degli esperti l’aver trovato queste porzioni accelererà notevolmente lo sviluppo di un vaccino, previsto ora in commercio entro 5-10 anni. Ciò fornirebbe una cura per più del 90% di pazienti celiaci che presentano i primi sintomi del disturbo.

 

Alla grande scoperta si è arrivati sottoponendo un elevato numero di persone celiache, circa 200, a una dieta ricca di cereali. Dopo circa una settimana è stato effettuato un prelievo sanguigno con l’obbiettivo di isolare quelle cellule del sistema immunitario in grado di scatenare l’intolleranza.

 

Una volta isolate, le cellule sono state messe a contatto con un grandissimo numero di peptidi potenzialmente in grado di generare la risposta immunitaria. In particolare si è andata a valutare l’affinità con la quale i peptidi si legavano alle cellule. Dei 2700 potenziali sospettati sono emersi tre peptidi in grado di formare legami molto forti con le cellule. Individuate queste tre porzioni i ricercatori sono ora impegnati nello sviluppo del futuro vaccino.

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