IL DOTTOR MORTE/ Gunther von Hagens, l’uomo che usa cadaveri come sculture, è malato. Il suo corpo come ultima scultura

Gunther von Hagens, malato di Parkinson, progetta la scultura del proprio cadavere

05.01.2011 - La Redazione
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Gunther von Hagens

Ha il morbo di Parkinson, Gunther von Hagens, famoso con soprannomi come “Dottor Morte” o anche “lo scultore dei cadaveri”. La sua tecnica artistica, che per molti artistica non è, consiste nell’usare cadaveri come soggetti per le sue sculture, sia di animali che di esseri umani. Una tecnica che ha sollevato controversie.

La notizia, comunicata da lui stesso, è che è stato colpito dal morbo di Parkinson, forma degenerativa del sistema nervoso che lascia poche speranze. Ma la notizia vera, nel suo classico stile “lugubre”, è che von Hagens diventerà soggetto della sua ultima opera d’arte: il suo cadavere sarà preservato per l’ultima scultura. “Voglio prepararmi alla plastination (la tecnica da lui stesso inventata per conservare in modo duraturo i cadaveri) del mio stesso corpo e decidere dove verrò messo in mostra dopo la mia morte” ha detto von Hagens, 65 anni, al quotidiano tedesco Bild am Sonntag.

La malattia sarebbe già in fase avanzata: “Al minimo segno di stress” ha raccontato “comincio a tremare in modo incontrollabile”. In realtà, l’artista saprebbe già dove farsi mettere in mostra: nel suo studio e museo personale nella città natale, il Plastinarium di Guben, nella Germania est.

Questa malattia mi ha portato a uno smarrimento esistenziale. Secondo le mie ricerche la durata media del suo decorso è di circa nove anni. Dato che mi è stata diagnosticata due anni fa, mi possono realisticamente aspettare sette anni di lavoro attivo prima di diventare totalmente inabile" ha aggiunto.

Oltre alla sua opera d’arte definitiva, il suo cadavere preservato per l’eternità, Hangens ha in mente un altro progetto: una versione contemporanea del rinascimentale ‘De humani corporis fabrica’: “Mi piacerebbe dare il via ad un nuovo tipo di lavoro che sappia conciliare anatomia umana e arte, una continuazione del lavoro degli anatomisti del Rinascimento che amo chiamare ‘anatomia estetica’, destinato a mostre e musei”.

Tra la fine degli anni 70 e i primi 80 l’allora assistente di anatomia Gunther von Hagens brevettò un sistema unico al mondo, la cosiddetta "plastination. E’ una tecnica che permette di conservare in modo duraturo gli organi del corpo umano per scopi di ricerca medica e studi anatomici.

 

I liquidi e i grassi vengono sostituiti tramite particolari processi con polimeri reattivi come silicone, resine epossidiche , poliesteri dando forma e consistenza all’organo, permettendo così di poterlo esaminare e studiare direttamente. Il risultato ottenuto non dà odori, come normalmente quando si tratta di un corpo morto, e si mantiene nel tempo, con risultati assolutamente più significativi della mummificazione.

Infine, dopo la plastination, il corpo può essere manipolato e posizionato nei modi preferiti. Una volta ottenuto il brevetto, Hagens ha aperto l’Istituto di Plastination a Heidelberg nel 1993 a cui hanno fatto seguito tre succursali, un’altra in Germania, una nel Kyrgyzstan e una in Cina. Ma soprattutto è diventato "artista": la sua prima esibizione di corpi umani ottenuti con la plastination si è tenuta nel 1995 in Giappone, con un totale di circa tre milioni di visitatori.

Qualche mese fa fece scalpore la notizia che l’eccentrica Lady Gaga, nel suo classico stile, voleva portare in tour con sé, esponendoli sul palcoscenico, alcuni dei corpi preservati da Hagens. Ovviamente non se ne fece niente, ma in realtà lo studioso tedesco ha dato vita a vere e proprie esibizioni "artistiche", la cosiddetta "body arts". Non si tratta di preservazione dei corpi per un solo uso scientifico infatti.

Hagens manipola i cadaveri per farne delle vere rappresentazioni scultoree, delle installazioni, arrivando alla discutibile e anche alquanto disgustosa raffigurazione di un atto sessuale tra due corpi morti. In altri casi vengono usati animali come cavalli o renne (per una rappresentazione "natalizia"). Qualche tempo fa ha aperto anche un vero e proprio negozio. Nato nel 1945 nella parte di Polonia allora occupata dai tedeschi, Hagens è cresciuto nella Germania socialista dell’Est. I suoi numerosi tentativi di sfuggire all’ovest gli costarono due anni di detenzione in un lager fino a quando nel 1970 riuscì a ottenere l’estradizione in Germania ovest. Fu proprio nel periodo passato nella dura prigionia che sviluppò il gusto per le ricerche portate poi a termine negli anni successivi.

Le sue esibizioni di corpi morti in giro per il mondo pare siano state viste da circa 30 milioni di persone. Le polemiche ovviamente abbondano. Il suo sarebbe un tentativo di sfruttare le persone defunte per scopi commerciali. Si è anche detto che i corpi usati dallo scienziato tedesco per i suoi esperimenti di mummificazione e pseudo arte appartengano a prigionieri cinesi giustiziati dalle autorità del loro paese.

 

Nel 2008 Rainer Alfs, canonico della cattedrale cattolica di Essen, ha accusato Hagens di sfruttare i morti per farci dei soldi. Il prelato ha definito il suo modo di operare "una sublime forma di cannibalismo, accoppiata a un voyeurismi macabro". Hagens starebbe violando la dignità umana con il suo modo di fare. La risposta dello studioso/artista? "I morti non hanno l’anima". Dunque si tratterebbe di solo materiale plasmabile per qualunque scopo. Il negozio, aperto nella sua città natale di Guben, il "Plastinat Shop", offre di tutto, dai corpi umani alle papere alle giraffe e ai coccodrilli. Il prezzo?

I prezzi variano da pezzo a pezzo: una fetta di gamba vale circa 80 euro, una di testa 1.500 euro, una parte dell’intero corpo circa 11 mila euro. Hagerns, che ha sempre definito il suo lavoro "un contributo all’educazione medica" mette in vendita i suoi "oggetti" solo a personale medico autorizzato. Il negozio, che ha aperto nel maggio 2010, fa parte di un centro scientifico che dà lavoro a circa 200 persone.

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