AMBIENTE/ Dalla Valtellina al Paraguay, col visto di Mounier

- Dario Benetti

Era l’ottobre del 1981 quando comparve per la prima volta nelle edicole della provincia di Sondrio la rivista Quaderni Valtellinesi. Ce ne parla DARIO BENETTI

furfulera_neve_case_montagnaR400
Il villaggio Furfulera sotto la neve

Era l’ottobre del 1981 quando comparve per la prima volta nelle edicole della provincia di Sondrio una nuova rivista. Il periodico trimestrale si presentò con un messaggio di speranza: “Quaderni Valtellinesi – è scritto nel primo editoriale – vuole raggiungere tutti coloro che, in Valtellina e Valchiavenna, non si rassegnano al conformismo del nostro tempo. Conformismo e rassegnazione che sembrano prevalere in ogni aspetto della vita quotidiana”. Una speranza in realtà di vita, comunità reali che “non si lascino definitivamente appiattire, in uomini in cui rinasca il senso creativo, la voglia di fare festa, di pregare e di lottare”. Un messaggio ancora attuale in un mondo, come quello di oggi, in piena crisi economica e valoriale. In questi trent’anni, del resto, non sono mancate le occasioni per raccontare esperienze, per incontrare persone, per difendere diritti ed esigenze fondamentali della nostra terra. Uno stile inconfondibile e rigoroso, un collegamento non banale tra le immagini e il testo, la pubblicità sempre all’inizio e alla fine della rivista, l’assenza di note e la voglia di comunicare a tutti anche le tematiche più difficili.

“Quaderni Valtellinesi” non è solo una rivista, ma un vero e proprio movimento culturale che riecheggia il personalismo cristiano di Mounier e della celeberrima Esprit. Nel 2002 la Società Economica Valtellinese attribuì il primo premio, nella sezione “quotidiani e riviste”, nel concorso “Comunicare la montagna” proprio a “Quaderni Valtellinesi”. Tante le battaglie: dalla qualità nell’alimentazione e nelle produzioni locali alla lotta contro l’urbanizzazione del fondovalle, dai temi legati alla vita in montagna (con i famosi convegni di Sondrio del 1981 e del 1986) alla legge per la ricostruzione della Valtellina dopo l’alluvione del 1987 e ultima, ma certo non meno importante, la battaglia per i diritti valligiani nella questione sorta per lo sfruttamento eccessivo delle acque da parte delle società concessionarie dell’energia idroelettrica.

Proprio su questa vicenda, con la sentenza di appello di piena assoluzione dei Quaderni e la conseguente condanna di A2A alla rifusione delle spese di giudizio, si apre l’ultimo numero in edicola in questi giorni, il numero 111 di Quaderni Valtellinesi. Una sentenza importante perché chiarisce definitivamente come le società concessionarie abbiano utilizzato, nelle nostre valli, per decenni, più acqua di quella prevista nelle concessioni autorizzate.

Molti gli argomenti trattati in questo numero, come sempre unendo “la cultura locale e il mondo”: dall’incontro con Padre Aldo Trento, missionario in Paraguay e testimone della presenza cristiana tra gli ammalati del Paraguay, alle molte scoperte archeologiche nelle chiese valtellinesi (S. Eufemia e Teglio, S. Colombano a Postalesio), dalle contrade rurali di Albosaggia, al racconto della partecipazione valtellinese ai moti risorgimentali del 1848, dall’avventura di un’associazione di americani in Valdossola, nata per il recupero delle case in pietra agli esempi della nostra archeologia industriale a Grosio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori