MEDICINA/ Per curare le malattie della pelle, meglio andare a “scuola” (dell’Atopia)

- Silvia Maiolo

Si è avviata nei giorni scorsi a Milano la quarta edizione de“La Scuola dell’Atopia”, occasione di studio per i medici specialisti e di informazione per i pazienti. Ne parla SILVIA MAIOLO

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Il nome è di quelli un po’ strani ma non è così difficile rintracciarne il significato: parliamo dell’atopia, ovvero una particolare malattia della pelle causata dal malfunzionamento di una delle tante membrane che rivestono il nostro corpo, separandolo dall’ambiente esterno propriamente detto e dalle cavità corporee interne. Le membrane coinvolte sono quindi la pelle ma anche la congiuntiva degli occhi e l’epitelio che riveste tutto l’apparato digerente e respiratorio. Di conseguenza l’atopia può essere chiamata in modi diversi, a seconda del tipo di membrana colpito. Fra le atopie più comuni vi sono ad esempio la dermatite atopica, la rino-congiuntivite allergica e l’asma bronchiale.

Data l’estrema complessità e variabilità della malattia l’approccio usato per il suo studio non può che essere multidisciplinare. Da qui l’importanza di iniziative come “La Scuola dell’Atopia”, che ha visto nei giorni scorsi l’avvio a Milano della quarta edizione: un’occasione di studio e approfondimento che coinvolge diversi specialisti (dermatologo, allergolo, otorinolaringoiatra, oculista, gastroenterologo, psicologo) e ha l’obiettivo di educare i pazienti mediante incontri formativi, interagendo attivamente con loro e guidandoli nella gestione della malattia.

Fra tutti i vari generi di atopia la “dermatite atopica” merita un’attenzione speciale. Si tratta di un’infiammazione della pelle che colpisce soggetti con cute costituzionalmente iper-reattiva nei confronti di svariati stimoli provenienti dall’ambiente esterno. In altre parole la causa scatenante è una complessa interazione tra fattori genetici (e quindi potenzialmente trasmissibili di padre in figlio) e fattori ambientali.

Pur non essendo contagiosa e non incidendo pesantemente sullo stato di salute degli individui affetti, questa malattia può talvolta peggiorarne seriamente la qualità di vita in quanto si manifesta sottoforma di sgradevoli eczemi molto estesi e pruriginosi che colpiscono in genere le mani, l’incavo dei gomiti e delle ginocchia, il viso (spesso deturpandolo). La parola “eczema” in realtà indica in modo piuttosto generico un qualunque tipo di sfogo cutaneo pruriginoso, caratterizzato da arrossamento della pelle, gonfiore e presenza di croste e piccole vesciche. Sono quindi chiamati eczemi non solo le alterazioni cutanee causate dalla dermatite atopica ma anche quelle dovute alla dermatite seborroica e a quella da contatto, alla disidrosi e all’eczema nummulare.

La dermatite atopica presenta un andamento cronico-recidivante: si tratta cioè di un continuo alternarsi di periodi di acutizzazione e di periodi di remissione (durante i quali spesso la cute sembra del tutto guarita). Si può manifestare fin dai primi mesi di vita (anche se talvolta regredisce progressivamente durante la crescita fino a scomparire) e solo in Italia colpisce oltre un milione tra bambini e ragazzi da 1 a 18 anni e quasi il 2% degli adulti.

A complicare ulteriormente il quadro concorrono anche diversi sintomi che accomunano la dermatite atopica alle più note allergie. Nel secondo caso però la causa scatenante é semplicemente un’errata risposta degli anticorpi nei confronti di una singola precisa sostanza introdotta all’interno dell’organismo. La risposta allergica ad esempio può essere dovuta all’ingestione di un particolare alimento da parte di un soggetto sensibile ad esso. Nell’atopia invece il soggetto malato ha una cute iperreattiva nei confronti di moltissimi stimoli e la reazione che ne consegue varia molto da soggetto a soggetto sia per intensità, sia per le modalità con cui si manifesta.

Poiché non esiste ancora un test di laboratorio completamente attendibile, attualmente la diagnosi della dermatite atopica viene formulata mediante un semplice ma accurato esame clinico sulla base dei segni e dei sintomi più significativi, in modo da escludere altre patologie quali la scabbia, le micosi e le semplici allergie.

Nonostante alcuni aspetti dell’atopia siano tutt’ora poco chiari, negli ultimi anni sono stati fatti molti passi in avanti. Grazie a questo, in molti Paesi sia europei che extraeuropei sono sorte molte “Scuole dell’Atopia” che hanno rapidamente portato a un netto miglioramento nella qualità della vita dei loro pazienti. Anche in Italia, benché non esista ancora una rete di équipe ben organizzata e diffusa su tutto il territorio, sono già nate numerose iniziative meritorie.



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