INQUINAMENTO/ Rapporto Ispra: Palermo è la città con più verde

- La Redazione

I dati dell’Ispra dipingono una realtà variegata: l’inquinamento è oltre la soglia d’allarme, ma il diffondersi di una certa cultura fa sì che in alcune città stia diminuendo.

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Foto Imagoeconomica

Tra i mali di questo secolo vi è sicuramente l’inquinamento. Comfort, agi, aumento delle speranze di vita, benessere e maggior vigore fisico rispetto ai nostri antenati, tra i prezzi da pagare, hanno sicuramente lo smog. Forse era evitabile, forse no, sta di fatto che, attualmente, del problema dello smog – ma non solo – ormai se ne è preso atto. Anche perché le emissioni provenienti da quel sistema costituito da apparecchi, macchinari, congegni e via dicendo ideati per migliorare la qualità della nostra esistenza, paradossalmente ce la stanno peggiorando. Una questione annosa, di cui non è difficile solo la risoluzione, ma la stessa interpretazione. Con inquinamento si indica un concetto generico, che, in realtà è costituito da una serie di elementi.

Città con elevate quantità di un determinato agente inquinante nell’aria, hanno, magari, quantità minime di un altro agente. Ci possono essere casi di livelli relativamente bassi, ma uniti ad una scarsissima presenza di verde urbano. Quindi? Con l’VII Rapporto sulla qualità dell’ambiente urbano dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, (che ha passato in rassegna 48 tra i maggiori centri urbani d’Italia), il quadro assume contorni un po’ più definiti. 

Il primo elemento rilevato, è il fatto che le città si ingrandiscono sempre di più, a macchia di Leopardo. Aumenta la superficie abitata, ma diminuisce la densità abitativa. Ogni anno, si stima, è resa abitabile un’area grande come tre volte Napoli. Ma, al contempo, la crescita non è unita ad un’adeguata realizzazione di parchi e giardini. 

In sostanza, aumenta il suolo abitato, diminuisce il verde. In più della metà delle città prese in considerazione, l’insieme dei parchi e dei giardini si attesta attorno al 5% soltanto. Solamente in 6 capoluoghi si oltrepassa la soglia del 20: Palermo è la prima, con il 31,9% di verde. Seguono Ravenna (29,9%), Brescia (29,1%), Ancona (28,1%), Roma (27,5%) e Monza (25,9%). La maglia nera spetta invece a Taranto (meno dello 0,05%), seguita da Foggia (0,2%),Latina (0,5%) e Potenza (0,9%).

CALA IL PARTICOLATO – Notizia positiva. Diminuisce l’inquinamento. Proprio così. Prendendo in considerazione la maggior parte dei principali agenti inquinanti (polveri sottili, ossidi di azoto (NOx) e di zolfo, ammoniaca, benzene) si rileva una sostanziale, diminuzione. In città come Milano, Roma, Torino, Taranto e Napoli il particolato (Pm10 primario, l’insieme di particelle liquide e solide disperse nell’ambiente, come (fibre, metalli, particelle carboniose, inquinanti liquidi o solidi) che proviene dalle industrie o dal traffico stradale è in calo.

Attenzione: questo non significa che non sia a livelli allarmanti (le maggiori concentrazioni di agenti inquinanti si trovano nelle città del nord, specie della Pianura Padana), ma che l’allarme è in calo. Questo è dovuto, in gran parte, al maggior utilizzo di  mezzi pubblici. Sempre più cittadini lasciano a casa l’auto per utilizzare autobus, metropolitane o tram. Meno vetture, quindi, a Milano (-2,9%) a Venezia (-3,5%) e Roma, (-5,2%). Male Pescara (-0,4%) e Sassari (-0,3%). Chi

 – Altra brutta gatta da pelare, l’incremento dei rifiuti. Nella maggiori città italiane, cresce il numero di sacchetti di immondizia per abitante, per un totale di 79 kg a testa in più sulla media nazionale (541 kg). Aumentano i rifiuti prodotti per i cittadini di Campobasso (+7,3%), Modena (+7%) e Forlì e Napoli (+6,2). Bene, invece, Potenza (-19%), Terni (-11,4%) e Catania (-10,4%). Con l’aumento dei rifiuti, tuttavia, cresce anche la coscienza civica e la raccolta differenziata: le Città in esame, nel 2008, hanno differenziato il 22,6% del totale nazionale. Al top, Novara (sopra il 70% dei rifiuti differenziati) e Trento (con il 53,9%). Indietrissimo, oltre a Napoli, anche Catania, Palermo, Taranto, Siracusa, Messina e Roma. 

 

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