TERREMOTO PIEMONTE/ L’esperto di sismologia: è lecito aspettarsi nuove scosse di assestamento

- La Redazione

Dopo la scossa delle ore 14 e 30 che ha toccato mangitudo 4,3 della scala Richter, un’ora dopo una nuova scossa, di magnitudo 2.1. Il parere dell’esperto INGV sull’evento

SismografoR400
Immagine d'archivio

Alle ore 14 e 30 circa di oggi 25 luglio una forte scossa, rilevata in magnitudo 4,3 della scala Richter ha colpito il distretto sismico delle Alpi Cozie, in Piemonte. La scossa è stata rilevata anche a Torino e in gran parte del Piemonte, avvertita anche in diverse zone della Liguria occidentale. Molta paura, qualche piccolo crollo: le persone parlano di una scossa particolarmente forte, la più forte mai sentita almeno in queste zone dell’Italia. La scossa poi va a localizzarsi a una sola settimana circa da quella avvertita lo scorso 17 luglio nella zona di Ferrara, questa di magnitudo 4,8. Ilsussidiario.net ha chiesto un parere sull’evento di oggi 25 luglio a un responsabile dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, il professor Gasparini.

Dopo la scossa del 17 luglio che aveva colpito in una zona compresa tra le province di Rovigo, Ferrara e Mantova raggiungendo il livello 4,8 della scala Richter, quasi dalla parte opposta della Pianura Padana una scossa di livello 4,3. Esiste qualche collegamento fra i due eventi sismici?

No, crediamo proprio di no, almeno allo stato attuale delle conoscenze. Non c’è quantomeno alcun legame che ci possa tornare utile nel senso che un terremoto in una zona possa supporre ce ne possa essere un altro in altra zona.

Non esiste dunque una sorta di legame sotterraneo che corre sotto alla Pianura Padana, un legame sismico?

No. Se c’è un legame, non è comunque un legame utile in senso sismico. Noi escludiamo un legame sismico in virtù di un fatto semplice: l’Italia intera è zona sismica, dunque proprio per questo escludiamo legami tra una zona e un’altra.

Sebbene la criticità di un terremoto, nel senso di crollo di edifici, venga fatta iniziare a livello 7 e 8 della scala Richter, la gente oggi ha parlato di una scossa estremamente forte.

Certo, il fatto che la scossa sia stata registrata a livello 4,3 della scala Richter non esclude che l’energia sprigionata dalla scossa stessa possa essere stata incanalata in orizzonti che l’hanno propagata in modo tale da essere avvertita dagli abitanti come molto forte. Mediando i dati forniti dai vari siti di rilevamento, la scossa per noi è stata di magnitudo 4,3, quindi una scossa che non crea danni a edifici, ma ciò non toglie che localmente possa essere sentita anche in maniera diversa, come scossa cioè di magnitudo più alta.

Il distretto sismico in cui è stato rilevato l’evento è quello delle Alpi Cozie, che livello di sismicità ha? Ci sono precedenti analoghi?

E’ un distretto sicuramente a non indifferente attività sismica, anche se non particolarmente elevata. Ricordiamo un terremoto che risale al 1808 e che raggiunse quota 5,6 della scala Richter. Non è una zona che raggiunge quelle di massimo livello sismico che abbiamo nella nostra penisola, diciamo una sismicità significativa seppur di livello moderato.

E’ possibile pensare a uno sciame sismico? Circa un’ora dopo  stata rilevata una nuova scossa di magnitudo 2.1.

Dopo un evento di questa magnitudo è normale si verifichino altre scosse perché assestano quanto il primo terremoto ha generato. Questo però non ci dà alcun tipo di indicazione di cosa possa accadere nel prossimo futuro a livello di altri terremoti.

Subito dopo la scossa è stato rilevato il crollo del collegamento telefonico in ampie zone del Piemonte. Può essere stato indotto dalla scossa?

Assolutamente no, le scosse non influiscono sui collegamenti telefonici. Succede semplicemente come sempre in questi casi che tutte le persone si attaccano immediatamente ai loro telefoni cellulari facendo risultare un tale intasamento delle linee da determinarne il crollo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori