PREISTORIA/ Rinoceronti e altre comparse per l’Era Glaciale (al museo)

- Nicola Sabatini

Il ritrovamento dei resti di una specie di rinoceronte finora sconosciuta getta una nuova luce su alcuni interrogativi che da anni assillano gli scienziati. Ce ne parla NICOLA SABATINI

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A tutti è nota, nel grande affresco della storia del mondo, l’esistenza dei grandi rettili preistorici. I grandi dinosauri infatti occupano ormai da decenni un posto ben riconoscibile nel nostro immaginario, sebbene nessuno di noi ne abbia mai incontrato uno. Ugualmente noto al grande pubblico è un grande mammifero vissuto più di due milioni di anni fa: il Mammuth, gigantesco elefante, con grandi zanne e ricoperto di un folto vello lanoso. I Mammuth vivevano soprattutto nelle lande ghiacciate dell’Eurasia, e si sono diffusi durante l’ultima grande Era Glaciale.

I giganteschi elefanti lanosi sono i più grandi rappresentanti di un mondo ormai dominato non più dai giganteschi sauri, ma dai mammiferi, animali a sangue caldo, che hanno potuto sopravvivere alle glaciazioni. Fra di essi sono ben conosciuti altri esponenti di spicco: la tigre dai denti a sciabola, i bradipi giganti e i rinoceronti lanosi. Se è chiaro da un lato come questi mammiferi fossero ben presenti nelle vaste piane eurasiatiche durante l’ultima grande Era Glaciale, resta però dall’altro lato un interrogativo su quale fosse la loro regione d’origine e in che modo si fossero adattati al nuovo ambiente freddo.

Un nuovo studio svolto da un team di geologi e paleontologi, guidati da Xiaoming Wang del Natural History Museum of Los Angeles County (NHM) e da Qiang Li dell’Istituto di Paleontologia dei Vertebrati e Paleoantropologia dell’Accademia Cinese delle Scienze, ritiene di aver trovato la riposta dai ritrovamenti ottenuti da una campagna di scavi e ricerche svolta nel 2007 ai piedi della parte sud occidentale dell’altopiano tibetano: il cranio completo e la mandibola di una nuova specie di rinoceronte, ricoperto da un folto pelo lanoso come i Mammuth, chiamato Coelodonta Thibetana.

Il “nuovo” rinoceronte è vissuto 3,6 milioni di anni fa – cioè nel medio Pliocene -, molto prima dei suoi discendenti presenti, ai tempi dei Mammuth, nelle steppe in Europa e in Asia. Il grande corno lo aiutava a scavare nella neve per trovare il cibo, possibilità essenziale per sopravvivere nel rigido clima tibetano. I rinoceronti vivevano però in un’era nella quale il clima mondiale era più caldo e i continenti settentrionali erano liberi dagli strati di ghiaccio che si sarebbero poi visti nella seguente Era Glaciale.

Proprio questo fatto getta una nuova luce sull’origine e la diffusione dei grandi mammiferi nel Pleistocene. Animali adatti al freddo come i rinoceronti lanosi dovevano trovarsi nelle zone a clima veramente rigido del pianeta (a quei tempi poche): l’altopiano tibetano da questo punto di vista era un luogo corrispondente alle caratteristiche dei giganti lanosi.

L’ipotesi che si formula nella pubblicazione degli studiosi è perciò quella di considerare l’altopiano tibetano come la culla di fatto dei rinoceronti lanosi – e forse di altri mammiferi -, e sembra rispondere all’interrogativo sulle zone di origine dei grandi mammiferi che dominavano la terra dopo i grandi dinosauri. La parabola storica, dunque, potrebbe aver visto i rinoceronti lanosi – e forse qualche altro “compagno”-, relegati per millenni nei freddi altopiani tibetani e poi, con l’abbassarsi della temperatura media globale, spingersi ad allargare le regioni in cui vivere, e quindi riversarsi nelle lande sterminate eurasiatiche, ormai ghiacciate.

In aggiunta al nuovissimo rinoceronte lanoso, i paleontologi hanno anche trovato specie estinte di cavalli a tre dita (Hipparion), della Pecora Bharal Tibetana (Pseudois), del Chiru (Panthilops, conosciuta anche come antilope tibetana), del Leopardo delle nevi (Uncia) e di altre 24 specie di mammiferi.

«I posti freddi, come il Tibet, l’Artico e l’Antartico, sono quelli nei quali nel futuro verranno fatte le scoperte più inattese – dice Wang-; queste sono le frontiere che ancora restano largamente inesplorate». E Richard H. Lane, della Divisione Scienze Naturali della National Science Foundation (NSF), osserva: «Questa scoperta chiarifica le origini del rinoceronte lanoso e forse di molta della grande fauna Eurasiatica del Pleistocene, ora estinta e adattata al freddo: gli ambienti ad elevata altitudine nel Bacino dello Zanda della primordiale Himalaya del Pliocene».

 

 

 

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