ANNIVERSARI/ Da 30 anni i “pacchetti” di Internet viaggiano sotto il controllo del TCP

- Mirko Cesarini

Nel 2012 sono corsi due anniversari importanti di quella che è la storia della rete internet. MIRKO CESARINI ci spiega di che cosa si tratta e come hanno cambiato la nostra vita

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Immagine di archivio

Nell’anno appena concluso sono corsi due anniversari importanti di quella che è la storia della rete internet. Circa 50 anni fa (nel 1962 per la precisione) J.C.R. Licklider scriveva l’Intergalactic Network Memorandum nel quale sono descritte in via embrionale le caratteristiche salienti della futura rete delle reti. Nel 1972, dieci anni più tardi, è stata effettuata la prima dimostrazione pubblica di Arpanet, la progenitrice della odierna internet. Questi anniversari ci offrono lo spunto per ripercorrerne la storia della nascita e dell’evoluzione.

Personalmente ho sempre trovato molto affascinante lo spirito che trapela da questa storia, credo inoltre possa offrire diversi spunti di riflessione, anche e soprattutto ai non addetti ai lavori. Agli inizi del 1960 i primi computer si stavano diffondendo nei centri di ricerca e nelle aziende. Si trattava di strumenti molto costosi e poche organizzazioni erano in grado di acquistarli, per tale motivo i ricercatori spesso si spostavano per trascorre dei periodi di tempo dove tali risorse erano disponibili. Per permettere l’utilizzo a più persone possibili. Tra le tante si è sperimentato l’uso di telescriventi collegate ai computer tramite telefono. In questo modo era possibile utilizzare un computer anche in remoto.

Qualche anno più tardi, il responsabile dei progetti di ricerca in ambito informatico all’interno dell’Arpa (Advanced Research Projects Agency degli Usa) alla fine degli anni ‘60 aveva nel suo ufficio tre terminali con i quali poteva collegarsi via telefono a tre diversi sistemi computerizzati utilizzati dai gruppi di ricerca negli Stati Uniti. Ogni computer aveva il suo sistema di interconnessione, ognuno differente dall’altro.

Il passo successivo era di far parlare tra loro i diversi sistemi. Per questo motivo il Darpa finanziò un progetto per la creazione di una rete di connessione dati in grado di collegare tutti i centri di ricerca con cui collaborava. Furono effettuati diversi tentativi. Nel 1965 viene creata la prima connessione tra due computer su lunga distanza usando una linea telefonica e un modem. Quest’ultimo era stato perfezionato per trasmettere dati in presenza dei rumori di fondo che all’epoca affliggevano le connessioni telefoniche a lunga distanza. Da questo esperimento i ricercatori verificarono che i computer potevano beneficiare delle linee di connessione dati. Lo stesso esperimento evidenziò tuttavia che l’uso delle linee telefoniche rendeva l’operazione inefficiente e costosa.

Per questo motivo i ricercatori si misero a esplorare delle possibili alternative, alla fine l’Arpa (divenuta nel frattempo Darpa) finanziò la creazione della prima rete che utilizzava la tecnologia “a commutazione di pacchetto” su larga scala. I primi centri a essere connessi furono Ucla (University of California at Los Angeles), l’Università di Stanford (Palo Alto – San Francisco), Ucsb(University of California at Santa Barbara) e Utah University a Salt Lake City. Questo è il nucleo iniziale della rete Arpanet al quale negli anni successivi si aggiunsero moltissimi centri di ricerca e università.

Nel 1972 si cercò di aggiungere la tecnologia di comunicazione via radio ad Arpanet, che fino a quel momento aveva utilizzato solamente cavi per la trasmissione dati. Il nuovo scenario poneva dei problemi che la rete esistente non era in grado di gestire: le comunicazioni radio potevano interrompersi improvvisamente e poi riprendere dopo poco, per esempio quando un ricevitore entra ed esce in un tunnel. Tutte quelle situazioni che al giorno d’oggi il possessore di un telefono cellulare conosce molto bene.

Ben presto fu evidente che le reti a commutazione di pacchetto radio non potevano coesistere con la rete Arpanet così com’era stata concepita inizialmente. Nonostante questa impasse i ricercatori si rimisero al lavoro e dopo alcuni anni svilupparono Tcp/Ip – Transmission Control Protocol e Internet Protocol – un nuovo protocollo di gestione dei pacchetti, che rimpiazzò il protocollo Ncp adottato inizialmente da Arpanet: il 1° gennaio 1983 veniva completata la definitiva migrazione di tutta le rete al nuovo protocollo e quel giorno di trent’anni fa può essere considerata la data di nascita di internet. Il Tcp/Ip infatti è tuttora utilizzato e la sua versatilità ha permesso alla rete di diventare lo strumento poliedrico al quale siamo abituati oggi.

Col passare del tempo i computer utilizzati per ricerche a scopo militare sono stati spostati su reti separate e l’uso della rete è stato aperto a centri di ricerca non legati al Darpa e a organizzazioni private. Col passare degli anni le infrastrutture di comunicazione costruite dagli operatori privati hanno sorpassato di diverse dimensioni di grandezza la rete costruita inizialmente. In questo modo è nata e cresciuta la rete internet che conosciamo oggi.

Vorrei infine concentrarmi su due altri aspetti peculiari di internet: l’email e il world wide web. Ray Tomlinson è considerato l’autore del primo programma in grado di trasmettere messaggi tra computer diversi collegati dalla rete Arpanet. Nel programma di Tomlinson è stato usato per la prima volta il simbolo @ per separare l’account del destinatario dall’indirizzo del server. La scelta cadde sul simbolo @ perché era quasi in disuso e quindi tale scelta non avrebbe interferito con altri usi. Nonostante alcuni dei colleghi di Tomlinson pensassero fosse inutile, l’email nel tempo si è rivelata una delle “killer application” della rete internet cioè una delle applicazioni software che ne ha maggiormente favorito la diffusione.

Il Word Wide Web (l’altra killer application) è stata un’invenzione di Tim Berners-Lee, il quale intuì la necessità di uno strumento che facilitasse l’accesso alle informazioni presenti in una rete di computer, anche a persone non esperte di informatica.

Si potrebbero raccontare altri aneddoti interessanti, per esempio come sono nati i motori di ricerca, i social network, come si sono diffusi i primi modem domestici ecc. Tuttavia preferisco lasciare spazio solo ad un’ultima considerazione.

È possibile paragonare l’attività dei protagonisti della storia appena raccontata (ma anche delle innumerevoli comparse) a degli esploratori che si sono mossi su un terreno impervio e sconosciuto. Sono stati spesso costretti a cambiare direzione di marcia dalle circostanze, come quando (per continuare il paragone) sulla strada si incrocia un fiume profondo e si è costretti a cambiare percorso per cercare un guado. Ma così facendo la strada percorsa ha superato ogni più rosea aspettativa. 

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