EVENTI/ Il cielo sopra Seveso: storie di (stra)ordinaria divulgazione

PAOLO CAPPELLETTI e SERGIO RIVA, promotori dell’evento giunto alla quinta edizione, spiegano la genesi di “Scienza a Seveso”. Coinvolti centri culturali e istituti scolastici

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La via Lattea

La divulgazione scientifica sta vivendo un momento di grande popolarità. Lo testimoniano il successo di trasmissioni televisive su emittenti nazionali e il proliferare di festival della Scienza in molte città italiane. Tra questi eventi pubblici ha una sua peculiarità l’iniziativa “Scienza a Seveso”, giunta quest’anno alla quinta edizione. Siamo andati in questa ben nota cittadina della Brianza per parlarne con due dei promotori, Paolo Cappelletti, fisico e Direttore dello Sviluppo Tecnologie nella sede di Agrate Brianza della multinazionale Micron (leader mondiale per le memorie a semiconduttore), e Sergio Riva, chimico e Direttore dell’Istituto di Chimica del Riconoscimento Molecolare del CNR di Milano.

In due parole ci spiegate come è nata l’idea di “Scienza a Seveso?”

Svolgiamo da anni la nostra professione in ambito scientifico e abitiamo da sempre a Seveso. Entrambi siamo coinvolti nell’attività dell’Associazione Scientifica Euresis (Cappelletti ne è l’attuale presidente, ndr), tra cui spiccano le mostre a contenuto scientifico che ogni anno vengono esposte con grande successo al Meeting di Rimini.

Cinque anni fa ci siamo chiesti quale forse la forma più adatta per proporre questi contenuti anche nella nostra città. Abbiamo ritenuto che non bastasse esporre la Mostra scientifica “dell’anno”, ma che servisse anche accompagnare i visitatori con delle visite guidate e con delle serate di approfondimento. Negli scorsi anni a Seveso è stato così possibile ascoltare conferenze e discutere sui cambiamenti climatici, sulla matematica, sui confini attuali della ricerca scientifica in campo fisico e chimico.

In questa avventura siamo accompagnati da un gruppetto di universitari e di neolaureati in materie scientifiche, residenti a Seveso e nei paesi limitrofi, che si sono coinvolti nella fase di progettazione e di realizzazione degli eventi pubblici.

A chi si rivolge “Scienza a Seveso”?

Gli incontri sono pubblici e le mostre restano esposte per una settimana, con possibilità di visite gratuite e, su richiesta, guidate. Nelle nostre intenzioni gli utenti privilegiati sono gli studenti delle scuole medie e superiori di Seveso e dei Comuni limitrofi. Vogliamo offrire loro la possibilità di incontrare persone che hanno costruito la loro professione a partire dallo studio di una materia scientifica, anche come aiuto per una scelta futura del corso di laurea universitario.

Chi sostiene questa iniziativa?

L’iniziativa è ufficialmente proposta dall’Associazione “Don Giuseppe Mezzera”, un centro culturale presente da più di venti anni a Seveso. Da subito abbiamo cercato altre realtà locali, ottenendo il coinvolgimento del Liceo Scientifico “Piergiorgio Frassati”, una scuola superiore paritaria con sede in Seveso, e dell’Associazione ambientalista locale “Agenzia InnovA21 per lo Sviluppo Sostenibile”. Va ricordato il patrocinio dato dalla città di Seveso e dalla Provincia di Monza e Brianza. Le spese di organizzazione vengono coperte con il contributo di alcuni imprenditori locali a cui siamo molto riconoscenti. A tutte queste sigle va aggiunto un altro protagonista importante: la Fondazione Regionale “Lombardia per l’Ambiente”, la FLA. Questo centro di ricerca di Regione Lombardia è tra i nostri patrocinatori da tre anni. Una collaborazione che ci auguriamo possa diventare sempre più salda e che da quest’anno ci permette di usufruire del bellissimo auditorium e degli spazi espositivi che la FLA ha allestito nella sua nuova sede di Seveso. La storia e l’attività attuale della FLA meritano un vostro articolo a loro specificamente dedicato. 

Cosa prevede il programma di quest’anno? 

La FLA installerà a breve, nel giardino della nuova sede di Seveso, un planetario multimediale di ultima generazione, con la capienza utile ad accomodare 40 visitatori. Questa decisione conferma la vocazione della Fondazione ad essere sia ente di documentazione e ricerca, sia preziosissima risorsa per la formazione e lo sviluppo culturale del territorio, con un’attenzione particolare alle scuole. Per prepararci a questo evento, abbiamo deciso di focalizzare “Scienza a Seveso 2013” sul tema della volta celeste, proponendo la Mostra “… a che tante facelle? Il cielo sopra di noi”. Seguendo lo schema ormai collaudato, l’allestimento della Mostra è preceduto da alcune serate di introduzione e approfondimento delle tematiche proposte nei pannelli che verranno esposti al pubblico. Due di questi incontri si sono tenuti prima di Pasqua, con una significativa presenza di pubblico.

 

 

Quali saranno i prossimi appuntamenti ?

L’incontro clou dell’edizione 2013 sarà sabato 6 aprile, ore 21, con Marco Bersanelli, Ordinario di Astrofisica presso l’Università di Milano, che parlerà sul tema “Il cosmo: da Dante al satellite Planck”. Bersanelli, presentandoci quasi in anteprima i dati raccolti dal satellite PLANK, ci porterà oltre la nostra Galassia, in un viaggio agli estremi confini dell’Universo che è anche un viaggio a ritroso nel tempo, verso gli istanti iniziali successivi al Big Bang. In questo viaggio ci accompagnerà anche Dante: Bersanelli, infatti, ci farà scoprire sorprendenti analogie tra la descrizione del cosmo nella Divina Commedia e l’odierna visione dell’universo. A questo incontro seguirà domenica 7 aprile, nel pomeriggio, l’inaugurazione della Mostra, anzi delle Mostre. Infatti presso la sede della FLA verranno allestite sia la Mostra “… a che tante facelle? Il cielo sopra di noi”, sia la sua riduzione per bambini “Le stelle, la Terra e… io”. Le Mostre resteranno esposte fino a domenica 15 aprile, con possibilità di visite guidate per le scolaresche su prenotazione alla mattina. 

 

 

Insegnare la scienza ai bambini delle elementari è possibile?

Certo. Questo argomento sarà anche il tema dell’ultimo incontro, venerdì 12 aprile alle ore 21, con Paola Patania, astrofisica dell’Università di Milano e curatrice della mostra per i bambini, che ce ne illustrerà genesi e contenuti e ci testimonierà la sua affascinante pluriennale esperienza di proposizione della scienza ai bambini. Un’esperienza che, a suo dire, la aiuta a riscoprire lo scopo del suo lavoro di ricercatrice e a rendere più adeguato il suo sguardo sulla realtà.

 

Cosa raccontano queste due Mostre? 

La Mostra “… a che tante facelle? Il cielo sopra di noi”, parla dell’arco di luce della Via Lattea che attraversa il cielo: uno spettacolo che ha riempito di meraviglia tutte le generazioni umane, dalla preistoria fino ai giorni nostri. La scienza moderna ha svelato la natura fisica della Via Lattea, riconoscendo in essa la nostra Galassia: una struttura a spirale che contiene centinaia di miliardi di stelle, così vasta che un raggio di luce impiega mille secoli ad attraversarla. La scienza – come osservano i curatori – ci ha anche mostrato come la struttura, l’evoluzione, il movimento e la composizione della nostra Galassia, così come la nostra posizione in essa, hanno un moto decisivo per la formazione e il mantenimento del nostro pianeta e, in ultima analisi, per la possibilità della nostra esistenza. Così la conoscenza scientifica ha amplificato a dismisura la nostra percezione della vastità e della bellezza della Via Lattea e ci ha rivelato che il suo nesso con la nostra esistenza è ben più profondo di quanto qualunque fantastica visione pre-scientifica avesse osato immaginare. Attraverso spettacolari immagini ad alta definizione della Via Lattea, ottenute con il Telescopio Spaziale Hubble e con i più grandi telescopi terrestri, la mostra introduce alla comprensione della Galassia come “la grande periferia” del nostro ambiente terrestre.

La Mostra per bambini: “Le stelle, la Terra e…io” è un viaggio dalla nascita dell’universo all’origine dell’uomo, passando per le meraviglie del nostro pianeta. La mostra propone un percorso alla scoperta del creato: le stelle e la Via Lattea, com’è fatta e cosa contiene. Il Sistema Solare e il nostro pianeta, la Terra, con le sue meraviglie, la comparsa della vita, le piante e gli animali. E finalmente l’uomo e la nascita delle civiltà.

(Michele Orioli)

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