VERSO EXPO 2015/ In cammino sulla “Via Francigena” della ricerca ecologica, per capire come cambia la biodiversità

In che modo cambia l’ambiente in cui viviamo? L’obbiettivo delle ricerche ecologiche di lungo termine, LTER, è quello di osservare uno stesso ambiente. ALESSANDRA PUGNETTI, GIORGIO MATTEUCCI

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Ecosistema dalta quota nel sito LTER Majella-Matese

In che modo e con che velocità cambia l’ambiente in cui viviamo? Come si possono distinguere i cambiamenti naturali da quelli indotti dall’uomo? Quali sono le aree più a rischio? Come può essere fronteggiata la preoccupante alterazione della biodiversità? Le risposte e le possibili soluzioni possono essere sufficientemente adeguate solo se supportate da una serie di osservazioni continue condotte su ampia scala sia temporale che spaziale.

L’obiettivo della ricerca ecologica di lungo termine, LTER, è proprio quello di affrontare lo studio della natura sulla scala pluridecennale: osservare uno stesso ambiente naturale per dieci, venti, cento anni, per studiarne le dinamiche, verificare gli effetti dei cambiamenti climatici, dell’inquinamento e di molti altri fattori, studiando il legame tra ecosistemi, biodiversità e attività umane.

È questa scala, che contiene la durata delle nostre vite, di quelle dei nostri figli e nipoti, la più adeguata per comprendere il funzionamento degli ecosistemi ed evidenziare le nostre responsabilità dirette nei confronti dello stato e del destino del Pianeta, verso una gestione più consapevole delle sue risorse. Le ricerche LTER si svolgono in ecosistemi terresti e acquatici (mari e laghi), e considerano gli organismi viventi, la loro biodiversità e la componente non vivente (ad esempio: aria, acqua, suolo, sedimenti).

Questo tipo di ricerca si è sviluppato a livello internazionale dagli anni ‘90 attraverso le reti di ricerca LTER, reti di siti dove hanno luogo ricerche ecologiche di lungo termine: vere e proprie finestre aperte sulla dinamica degli ecosistemi e sugli effetti dei cambiamenti ambientali. Nel contesto LTER internazionale è nata e si è consolidata anche la Rete Italiana (LTER-Italia), costituita da 25 siti terresti e acquatici, con 80 stazioni di ricerca, distribuite su tutto il territorio nazionale e gestite dai principali Enti di Ricerca, Università e Istituzioni che si occupano di ricerca e monitoraggio ecologici in Italia.

LTER-Italia è una delle 22 reti nazionali della Rete LTER Europea, che accoglie oltre 400 siti di ricerca; afferisce anche alla rete LTER Internazionale, distribuita in più di 40 Paesi sui 5 continenti, nata e guidata dall’esigenza di collaborazione, condivisione e integrazione delle informazioni ecologiche dalla scala locale a quella globale per comprendere e gestire l’ambiente e i suoi cambiamenti. Le attività delle reti LTER sono rivolte non solo al mondo della ricerca e a quello dei decisori politici, ma anche alla società civile, con l’obiettivo di far conoscere e condividere le attività e i risultati della ricerca, così da aumentare la consapevolezza su problemi e fragilità ecologiche del nostro Paese e, in generale, il senso di appartenenza alla Natura.

Allo scopo di sensibilizzare sempre di più l’opinione pubblica rispetto a questi temi e renderla parte attiva della ricerca scientifica, nasce in ambito EXPO2015 l’iniziativa Cammini LTER, patrocinata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr), che consiste in tre itinerari tra giugno e agosto prossimi: ”Mesothalassia: ciclo-staffetta ecologica dalle dune del Molise al Golfo di Napoli”, ”Sugli Appennini Centrali dal Velino al Gran Sasso, l’avventura della biodiversità” e ”Rosa…azzurro…verde! Eco-staffetta tra i siti LTER dal Monte Rosa al Lago Maggiore”. I Cammini verranno presentati a Milano il 29 luglio 2015 al Padiglione Italia di EXPO2015, in occasione dell’evento ”Ecosistemi e Biodiversità: la scienza al servizio dei cittadini”.

Questi Cammini, una sorta di Via Francigena della ricerca ecologica, saranno occasioni per conoscere le tante ricchezze e fragilità ecologiche del nostro Paese, osservando il paesaggio sintonizzati alla velocità del nostro corpo in cammino, ottimale per percepire le caratteristiche di quanto ci circonda. Nei siti della rete LTER e lungo i percorsi che li congiungono si potrà riconoscere la vegetazione e imparare a valutarne lo stato, identificare gli animali, stimare il grado di biodiversità, determinare la qualità delle acque di un lago o di un’area marina.

Lungo i percorsi verranno svolte attività di divulgazione scientifica e sarà possibile partecipare a lavori sul campo, per comprendere al meglio l’importanza degli studi ecologici di lungo termine. Tra le tematiche affrontate durante i Cammini, ci sarà dunque spazio per parlare di biodiversità, di economie locali e produzione agricola, di sfruttamento delle risorse idriche oltre che per approfondire la conoscenza dei molti ecosistemi attraversati e dei siti LTER che saranno i punti nodali dei percorsi. Inoltre i Cammini saranno una grande occasione per avviare la ”scienza dei cittadini”: la principale forma di ricerca scientifica condivisa, condotta cioè non solo da professionisti ma da chiunque desideri contribuire alle attività dei ricercatori.

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