CONTRO LA DEPRESSIONE/ Le sostanze psichedeliche la guariscono: ecco come

- Paolo Vites

Secondo un nuovo studio, per la prima volta è stato possibile dimostrare che una particolare sostanza psichedelica fa bene in casi di neurodegenerazione

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Curare la dislessia modificando il cervello - Wikipedia

La notizia forse più inquietante, più che quella relativa a una presunta positività delle droghe psichedeliche, è che esistano dei mini cervelli, colture in provetta e in 3D di neuroni che simulano lo sviluppo del cervello umano. Ovviamente gli esperti di scienze lo sapevano già, ma noi comuni mortali sapere che vengono creati dei “mini cervelli” artificiali fa un po’ senso e un po’ stupore: ci stiamo avvicinando alla creazione di Frankestein? Scherziamo, anche perché la notizia principale è che sostanze psichedeliche possano far bene a chi soffre di depressione e neurodegenerazione. In realtà non è una gran novità sostenere che le sostanze psichedeliche possano far bene, in fondo l’Lsd stesso fu creato da un medico-scienziato che pensava a cure per il cervello. Che poi tale sostanza abbia fatto “uscire di cervello” migliaia di persone è solo la dimostrazione che tanto bene non fa. Eppure si dice da anni che si possano ottenere aspetti positivi.

L’ultimo caso è quello riportato dalla rivista Scientific Reports in cui si parla delle ricerche portate avanti dal docente all’Università Federale di Rio de Janeiro e responsabile della ricerca presso il D’Or Institute for Research and Education, il professor Stevens Rehen. Il suo studio dimostrerebbe per la prima volta cambiamenti molecolari prodotti dalle sostanze psichedeliche: aumenterebbe la plasticità dei circuiti nervosi associali alla memoria e all’apprendimento e difenderebbero i neuroni dall’infiammazione e dalla neurodegenerazione. Si è arrivati a questo usando lo 5-MeO-DMT, una sostanza psichedelica prodotto in natura dalle ghiandole del dorso di un rospo che vive nel deserto tra Usa e Messico. Somministrato in un’unica dose nei mini cervelli ha prodotto questi risultati: alterare la produzione di un migliaio di proteine del cervello, quelle che sono coinvolte nella formazione e nel mantenimento delle connessioni fra i neuroni, le sinapsi, e diminuendo alcune proteine che invece sono responsabili delle infiammazioni e della neurodegenerazione.



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