Perchè siamo ansiosi?/ Così i bambini apprensivi possono “riconvertirsi”, ma siamo certi che sia un bene?

- Raffaele Graziano Flore

Secondo studi condotti negli Stati Uniti, coloro che sin da piccoli sono stati delle “anime ansiose” col passare del tempo possono diventare molto più coscienziosi e dotati di autocontrollo

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"L'Ansia", dettaglio del dipinto di Edvard Munch, 1894 (Wikipedia)

Esiste una certa forma di predisposizione all’ansia in determinati individui? E in che modo questa loro stessa predisposizione influenza il loro successivo sviluppo? E ancora: come mai coloro che nei primi anni di vita erano delle “anime ansiose” poi hanno buone probabilità di diventare delle persone adulte dotate anzi di un buon self-control e molto coscienziose, pur conservando da grandi alcune caratteristiche di quelle preoccupazioni e paure avute da bambini? A queste e anche ad altre domande ha provato a rispondere, in un lungo e circostanziato articolo apparso a suo tempo, pure sul New York Times, la giornalista scientifica Robin Marantz Henig: secondo l’autrice del pezzo, infatti, è stato dimostrati che una percentuale attorno al 15-20% dei neonati sarebbe maggiormente predisposta a sviluppare quello stato psichico, perlopiù cosciente, che si manifesta attraverso sentimenti di paura opprimente o preoccupazioni spesso dettate dal mancato adattamento a determinate situazioni. Le tensioni della vita moderna possono portare chiunque a sentirsi agitato e, di fronte a una crisi che investe non solo l’ambito lavorativo e familiare ma pure quello delle identità individuali, non si sbaglia nel definire il nostro tempo come “l’età dell’ansia”: secondo la Henig, tuttavia, c’è chi nasce con una personalità problematica e più incline a vedere sempre il pericolo dietro l’angolo.

GLI STUDI DI JEROME KAGAN

Partendo da questo presupposto, Jerome Kagan (uno dei decani della scuola psicologica americana) ha seguito assieme ai suoi colleghi per anni, ovvero a partire dalla nascita fino all’età adulta, centinaia di soggetti al fine di capire quale sia lo sviluppo cognitivo della mente a cui vanno incontro coloro che sono ansiosi sin dall’infanzia. Anche a 20 anni, queste persone comunque conservano, sotto la superficie, una certa tendenza da parte del loro subconscio a restare iper-vigili, nervosi e incapaci di distogliere la propria attenzione dai pericoli che non si sono ancora attualizzati. Lo studio di Kagan, andato avanti nel corso degli anni, ha fatto sì che certi bambini -scelti tra coloro che erano del ceto medio e di buona salute- venissero monitorati a intervalli regolari, mostrando che il loro comportamento diventava più stabile man mano che passava il tempo anche se solamente pochi di loro denotavano un cambiamento così sostanziale da non mostrare più stati ansiogeni: interessato dai risultati, decise di rivolgersi non più solo ai bimbi in età pre-scolare ma ai neonati dell’età di quattro mesi, ipotizzando che nel primo caso potessero essere stati influenzati dal modo in cui erano stati allevati. Lo scopo era capire se il temperamento che si ha da piccoli potesse predire, in qualche modo, la personalità delle successive fasi della vita.

COME DIVENTANO DA ADULTI GLI INDIVIDUI APPRENSIVI

Ebbene, a seguito di alcuni test effettuati mediante l’impiego anche di volti che emettevano delle voci sintetizzate (senza tuttavia terrorizzare i neonati, ma creando effetti particolari di discrepanza), secondo la Henig il team di Kagan notò che la percentuale di coloro che erano predisposti all’ansia si riduceva di quasi i due terzi con l’adolescenza anche se, come detto, un comportamento ansioso non scompare così facilmente ma persiste a livello “sotterraneo” per sempre. Non a caso, in seguito, due scienziati britannici avevano pubblicato un articolo intitolato “Gli apprensivi sono dei vincitori?”, riferendosi al fatto che nervosismo e ansia spesso portano ad ottenere ottimi risultati nel lavoro ma solamente quando le loro preoccupazioni andavano a braccetto con un’elevata abilità cognitiva. Insomma, conclude l’articolo la giornalista del New York Times, il temperamento ansioso può offrire anche dei benefit quali la cautela, l’introspezione e la capacità di lavorare da soli: chi da piccolo era eccessivamente ansioso (quando ciò non porta a un disturbo clinico) diventa una persona coscienziosa e preparata maniacalmente in ciò che fa: gli apprensivi sono spesso lavoratori meticolosi e amici sensibili. Non a caso, lo stesso Kagan aveva avuto modo di dire che “la nostra cultura ha l’illusione che l’ansia sia tossica”, chiedendosi però dove, senza questa predisposizione, sarebbero i più celebri scrittori, scienziati, artisti e programmatori oggigiorno.



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