FINE DEL MONDO IL 23 SETTEMBRE?/ Nibiru, Il pianeta che distruggerà la terra: ecco come

- Francesco Agostini

Nibiru, un pianeta situato ai margini dell’universo, dovrebbe schiantarsi sulla terra il 23 settembre. A dirlo è David Meade, che ha calcolato tutto grazie alla Rivelazione biblica.

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Via Lattea in musica, a ritmo di blues

IL 23 SETTEMBRE LA FINE DEL MONDO?

Ci risiamo. Ecco che, ancora una volta nella nostra storia, teorie complottiste, numerologia religiosa e alieni si fondono l’una con l’altra generando un mix a dir poco pericoloso. Stando a sentire David Meade, autore di un libro intitolato Planet X – The 2017 Arrival, la terra il 23 settembre sarebbe in grave, gravissimo pericolo. Secondo i suoi personalissimi calcoli basati sulla complicata numerologia della Rivelazione (o Apocalisse) biblica, un pianeta nascosto si schianterà sulla terra proprio in quella data. Il nome? Facile: il pianeta 9, attualmente identificato con Nibiru, considerato dagli studiosi come un pianeta/corpo celeste lontanissimo. Fatto interessante, Nibiru e il Pianeta 9, all’inizio considerati come due corpi diversi fra loro, sono stati in un secondo momento identificati l’uno nell’altro. Il risultato è che il Pianeta 9 è Nibiru o viceversa, fate voi. Un’unione che ha portato a riesumare tale Nibiru, una ‘creatura celeste’ che, secondo sedicenti ‘studiosi’ avrebbe dovuto entrare in rotta di collisione con il nostro pianeta già nell’anno solare 2003 e poi nel 2012.

IL PIANETA 9 ESISTE SUL SERIO

Se il 24 settembre saremo ancora su questa terra (lo speriamo vivamente) potremmo continuare le nostre ricerche sul Pianeta 9. Già perché, anche se la notizia della sua collisione ha tutta l’aria di essere una bufala bella e buona, non è così sulla natura del detto pianeta. Tradotto: il corpo celeste 9 esiste veramente. Lo ha spiegato Giovanni Valsecchi, uno dei più grandi esperti di dinamica planetaria che compie le sue ricerche nell’Istituto di astrofisica e planetologia spaziali dell’Inaf. Il Pianeta 9 spiegherebbe, con la sua sola presenza, alcune anomalie sulle orbite relative a Nettuno e ai suoi oggetti transnettuniani. Una sorta di elemento ‘disturbatore’, quindi, che farebbe venire a capo di gran parte di questi fenomeni altrimenti del tutto anomali. La ricerca al riguardo sta continuando imperterrita, per riuscire a capire cosa ci circonda veramente nello spazio aperto, visto che, ancora oggi, conosciamo solo in una piccolissima parte l’universo e i suoi più intimi meccanismi. Anche se spesso non vogliamo ammetterlo, siamo ancora soltanto all’inizio di questa emozionante scoperta: l’universo.



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