NEW HORIZONS SORVOLA ULTIMA THULE/ Nasa, umanità mai così lontana: Brian May dei Queen celebra l’evento

New Horizons ha sorvolato Ultima Thule: Nasa oltre i confini del sistema solare. Mai l’uomo così lontano: alle 16:29 primo contatto con la Terra.

01.01.2019, agg. alle 22:20 - Dario D'Angelo
New Horizons sorvola Ultima Thule (foto da Twitter)

New Horizons ha sorvolato Ultima Thule raggiungendo il punto più lontano mai varcato dall’umanità. Per celebrare quanto accaduto il musicista dei Queen Brian May ha composto un inno. Non tutti sanno che il chitarrista ha una laurea specialistica in astrofisica e che da sempre è un grande appassionato di stelle. Ha parlato della sua opera, spiegando che “rappresenta lo spirito dell’avventura”. Dopo la mezzanotte (East Time) la sua musica ha iniziato ad accompagnare la simulazione di un incontro avvenuto a una distanza siderale dalla terra dove l’uomo non era mai stato prima. Questo evento sconvolgente ha toccato dunque anche il mondo della musica, con un grande artista che ha voluto dare il suo contributo. Ultima Thule è un piccolo asteroide con un diametro di 25 e 45 chilometri ed è stato scoperto quattro anni fa con il telescopio spaziale Hubble. Distante miliardi di chilometri dal Sole oltre ad essere molto piccolo è anche freddo e poco illuminato. Sembra poi che sia composto da due tipi di rocce spaziali differenti. (agg. di Matteo Fantozzi)

MISSIONE COMPIUTA

Adesso si può dire con certezza: missione compiuta per New Horizons, la sonda NASA che ha sorvolato Ultima Thule, spingendosi ai confini del sistema solare. Come riportato da La Repubblica, uno dei momenti più attesi era in programma alle ore 16:29 italiane, quando era previsto che New Horizons chiamasse “casa”, cioè la Terra, per confermare che l’avvicinamento al corpo celeste fosse andato a buon fine. E così è stato, con gli scienziati dei laboratori della Nasa che hanno accolto la “telefonata” di New Horizons con grandissimo entusiasmo, scoppiando in applausi scroscianti e congratulazioni reciproche. A raccogliere il messaggio radio proveniente dalla navicella è stata una delle grandi antenne della Nasa a Madrid, in Spagna. Adesso New Horizons comincerà a trasmettere le immagini: considerata la distanza dalla Terra ci vorranno settimane, forse mesi. (agg. di Dario D’Angelo)

AI CONFINI DEL SISTEMA SOLARE

Se il buongiorno si vede dal mattino, il 2019 sarà un anno storico per l’astrofisica: la NASA ha infatti sorvolato il corpo cosmico più lontano, e probabilmente il più antico, mai esplorato dall’umanità. Tutto merito di New Horizons, la sonda che come da programma ha sfiorato quello che La Repubblica ha definito “un piccolo mondo ghiacciato” lontano dalla Terra oltre 6,4 miliardi di km e ai margini del sistema solare, chiamato Ultima Thule. MU69 2014, questo il nome scientifico dell’oggetto spaziale, all’incirca ha la grandezza di Washington e orbita nel buio e nel freddo della Fascia di Kuiper, che a sua volta si trova circa un 1,6 miliardi di chilometri oltre il più piccolo pianeta, Plutone. Non che sorvolare Ultima Thule sia stata un’impresa facile: la missione della sonda è durata 13 anni ed è andata in porto alle 6.33 (ora italiana), cioè quando New Horizons ha raggiunto il punto più lontano a cui è mai arrivato un oggetto creato dall’uomo.

NEW HORIZONS HA SORVOLATO ULTIMA THULE

Alan Stern, ricercatore al Southwest Research Institute, parlando del raggiungimento di Ultima Thule da parte di New Horizons, ha spiegato: “E’ una capsula del tempo che ci porterà a 4.500 milioni di anni fa, alla nascita del sistema solare”. Una telecamera montata a bordo della sonda è già puntata su Ultima Thule e consentirà agli scienziati di farsi un’idea sulla sua forma. Gli studiosi avranno così l’opportunità di stabilire se si tratti di una formazione unica o di più oggetti. Ogni contatto tra New Horizons e la Terra impiega ad arrivare sei ore e otto minuti (12 ore e 15 minuti se si contano l’andata e il ritorno). Tra meno di due ore, precisamente alle ore 16:29 italiane, New Horizons chiamerà a casa: questo, spiega La Repubblica, “indicherà se è sopravvissuta all’avvicinamento dell’oggetto, ad una distanza di soli 3.500 chilometri (tre volte più vicino della distanza a cui avvicinò Plutone)”.

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