SCIENCE GATEWAY/ L’incontro tra Renzo Piano e Fca Foundation al Cern di Ginevra

- Federico Brunetti

A Ginevra è stato presentato un importante progetto per dotare il CERN di un portale finalizzato alla comunicazione scientifica

Cern Science Gateway Foto RPBW © Courtesy of CERN
Progetto Science Gateway (render: RPBW © - Courtesy of CERN)

Nella cornice di un imponente capannone industriale adibito alla periodica manutenzione dei magneti superconduttori, al CERN di Ginevra è stato di recente presentato un nuovo grande progetto di architettura finalizzato alla comunicazione scientifica, introdotto alla stampa internazionale dalla Direttrice Generale Fabiola Gianotti, alla presenza delle istituzioni della città di Ginevra, con John Elkann (FCA Foundation) e Renzo Piano (RPBW Renzo Piano Building Workshop).

A fronte della esorbitante e continua richiesta di visite didattiche e di formazione da parte di giovani e studenti da ogni parte del mondo, e per l’importanza di un avvicendamento intergenerazionale negli esperimenti della “Big Science”, è diventata sempre più impellente la necessità di una struttura di accoglienza ed emblematica visibilità per queste attività cosiddette di “Outreach”.

La risposta e questa crescente esigenza divulgativa – non insita nella ricerca scientifica in sé, quanto nelle sua necessaria continuità e necessari tempi medio lunghi della ricerca di base – è venuta dalla convergenza di due importanti partner di finanziamento e di progettazione. La FCA Foundation ha infatti nei suoi scopi il sostegno e valorizzazione delle attività di formazione a favore delle nuove generazioni, lo studio RPBW fondato da Renzo Piano è caratterizzato da una particolare attenzione per le architetture di interesse pubblico e per lo studio delle tecnologie come fattore essenziale di innovazione del progetto (fondamentale all’origine nel percorso di Piano il progetto del Centre Pompidou di Parigi).

La ricerca e la scoperta della bellezza inoltre sono inoltre ciò che, in modo implicito ma sostanziale, motiva lo studio scientifico della Natura, anche alla microscala delle particelle indagate al LHC del CERN, così come armonizza la tecnica e composizione dell’architettura.

Il progetto di Renzo Piano ha trovato così forma in modo funzionale e fortemente simbolico, su una un’area di 7000 mq, organizzando un complesso leggero e rilevato dal suolo, che farà da grande ponte, portale e soglia al centro di ricerche internazionale, integrandosi sopra il percorso viario che collega il CERN a Ginevra e a sua volta ne separa le due zone di ricerca: suddivise tra edifici terziari di studio e l’accesso ai grandi impianti sperimentali ipogei.

Due elementi tubolari paralleli al percorso viario esistente e sospesi dal terreno accoglieranno come gallerie panoramiche le sezioni espositive, alludendo efficacemente alle grandi condutture tecnologiche degli esperimenti sotterranei che in effetti si sviluppano nel LHC del CERN in un tunnel anulare di 27 chilometri di circonferenza.

Due tunnel semplicemente passanti permetteranno il sottopasso rispetto alla viabilità esterna. Un allestimento sistematico di integrazione fotovoltaica e una piantumazione di una nuova foresta di 400 alberi corredano il masterplan del progetto. Si prevede un Auditorium dedicato alla memoria di Sergio Marchionne. Negli interni la comunicazione più metaforica potrebbe essere rappresentata da un sistema di visualizzazione convergente su un elemento sferico, simboleggiando potenzialmente sia il pianeta che i suoi elementi costitutivi.

Seppur ancora in fase di definizione esecutiva e di dettagli tecnici, il progetto è stato presentato con lo stile visionario ma preciso dei bluprint caratteristico dei concept dello studio RPBW e con modelli in semplice bianco che ne esaltano le forme nello spazio.

La delicata modulazione del terreno alle pendici del massiccio del Jura renderà ancora più leggero ma efficace l’appariscente landmark di ingresso al CERN, dotandolo di un funzionalissimo portale comunicativo, ben integrato con il geode ligneo del Globe, attuale sede espositiva e di conferenze.

Architettura, comunicazione della scienza, visione sociale dell’impresa potranno trovare in questo artefatto un nuovo simbolo di una intesa possibile.

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