SCIENZ@SCUOLA/ Essenzialità vs frammentarietà: fisica al biennio dello scientifico

- Paola Balzarotti

Una docente di fisica nel primo biennio del liceo scientifico trae dalla sua pluriennale esperienza linee di impostazione essenziali per un insegnamento non frammentario, sintetizzate nei termini: metodo e linguaggio.

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In questo momento storico della scuola italiana l’insegnamento della fisica al liceo scientifico sembra sempre più orientato a una impostazione di tipo addestrativo, anche per le proposte dei libri di testo più diffusi e per certe scelte ministeriali. L’autrice dalla sua pluriennale esperienza di docente di fisica trae i criteri per sviluppare il percorso di fisica nel primo biennio secondo due linee di impostazione trasversali: metodo e linguaggio. Scelte essenziali per evitare un insegnamento frammentario e ultimamente inefficace. 

 

Lo scopo di ogni scuola e, a maggior ragione di un liceo, è quello di formare giovani che possano diventare uomini capaci di costruire percorsi autonomi d’indagine conoscitiva, cioè capaci di mettere in gioco la ragione per entrare in rapporto con la realtà.
Che contributo può dare lo studio della fisica a cominciare dal biennio?
La conoscenza scientifica, così come ogni altra conoscenza, nasce dalla meraviglia di fronte a un particolare della realtà e dalla curiosità che essa suscita. Così scrive Victor Weisskopf (1908-2002) ne Il privilegio di essere un fisico:
«La scienza è parte della nostra cultura. Essa contribuisce al nostro piacere nel vedere, comprendere e ammirare il mondo intorno a noi, qualcosa che io amo chiamare la gioia della conoscenza: un senso di meraviglia nei confronti della natura».

Ma c’è un’altra cosa che suscita altrettanta meraviglia.
La cosa più stupefacente per chi inizia a studiare la fisica è la adeguatezza sorprendente e gratuita tra la propria mente e la struttura della realtà naturale. Galileo Galilei dice che il grande libro della natura è scritto in linguaggio matematico ed è ancora più commovente che la mente dell’uomo sia fatta in modo da poter comprendere e usare questo linguaggio.

Così riflette Max Planck in La conoscenza del mondo fisico.
«La decisione di dedicarmi alla scienza fu conseguenza diretta di una scoperta che non ha mai cessato di riempirmi di entusiasmo fin dalla prima giovinezza: le leggi del pensiero umano coincidono con le leggi che regolano la successione delle impressioni che riceviamo dal mondo intorno a noi, sì che la logica pura può permetterci di penetrare nel meccanismo di quest’ultimo.»

 

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Paola Balzarotti
(Insegnante di Matematica e Fisica al Liceo scientifico “Don Gnocchi” di Carate Brianza)

 

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