SCIOGLIMENTO DAFT PUNK/ L’esplosione nel deserto: addio o nuovo inizio?

- Paolo Vites

Si scioglie dopo quasi trent’anni il duo parigini dei Daft Punk: un’esplosione nel video, addio o nuovo inizio?

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I Daft Punk

“Un gruppetto di stupidi teppisti”, “a daft punk trash”. Dalla – cattiva – recensione della rivista Melody Maker del primo disco dei francesi Darlin’ giunse l’idea  per il nuovo nome del gruppo parigino, Daft Punk. E sarebbe stato un successo da milioni di copie vendute e dalle lodi critiche mondiali per aver rivoltato il mondo della musica elettronica. Alla faccia del giornalista che li definì spazzatura. Composto da due ex compagni di scuola parigini, Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter, si ispirarono per il look per loro stessa ammissione al personaggio sul de Il fantasma del palcoscenico: sempre il volto coperto da un casco metallico multicolore.

Il loro esordio fu una bomba nella scena dance con il suo mix techno, house, acid house e electro, poi in seguito svoltarono maggiormente per il synth pop anni 80, ma continuando a mietere successi e soprattutto a non svelare mai il loro volto, nei dischi o nei concerti: “Ci fu un incidente nel nostro studio. Stavamo lavorando con il campionatore e questo, esattamente alle 9:09 del 9 settembre 1999, esplose. Quando riprendemmo conoscenza, ci accorgemmo che eravamo diventati dei robot” spiegarono ironicamente in una intervista. Adesso il duo ha annunciato lo scioglimento, nel solo modo con cui potevano farlo: un video  in cui mettono in scena la loro fine, degna dei robot che hanno sempre amato rappresentare. Per oltre cinque minuti li si vede camminare di spalle in un deserto, solo il rumore del vento, nessuna musica. Un video che si apre con la scritta “epilogo”: Guy-Manuel de Homem-Christo, il membro del gruppo col casco dorato, va avanti, Thomas Bangalter resta indietro. Il primo torna sui suoi passi per raggiungere il secondo. Lo fissa. Bangalter si toglie la giacca e si gira. L’amico gli regola un timer sulla schiena e si allontana. Dopo 60 secondi, Bangalter esplode. Parte la musica di Touch, una versione alternativa di un pezzo del loro album più celebre, Random Access Memories. Appare la scritta: 1993-2021, gli anni dell’inizio e della fine dell’avventura del duo. Conoscendoli, potrebbe invece che di un epilogo essere l’inizio di un nuovo progetto. Speriamo senza più l’uso del casco.

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