Sciopero 25 marzo 2022: scuola, clima e pace/ Fridays For Future di nuovo in piazza

- Silvana Palazzo

Sciopero 25 marzo 2022 per il clima e la pace: Fridays For Future tornano in piazza. Ma protesta anche il mondo della scuola, manifestazioni anche del sindacato di base SiCobas

fridays for future roma 2020 lapresse 640x300
Un momento della manifestazione Fridays for Future a Roma (Foto: LaPresse)

Lo sciopero 25 marzo 2022 rischia di creare diversi disagi in Italia, perché ingloba diverse proteste. Domani sono previste manifestazioni per il clima e per la pace, ma scende in piazza anche il mondo della scuola. Partiamo dal Fridays for Future Italia, che intreccia il tema della crisi climatica a quella geopolitica e quindi alla guerra in Ucraina. Non può esserci una pace sostenibile se si resta legati ai combustibili fossili che vengono forniti da autocrati e dittatori, spiegano anche gli attivisti ucraini. Non è mai stato chiaro come ora effettivamente quanto sia importante ora una transizione ecologica. Ma con lo sciopero mondiale di domani 25 marzo 2022 si chiederà ai paesi del Nord del mondo di “risarcire” quelli del Sud per i danni causati.

Il tema è stato toccato anche Federazione Lavoratori della Conoscenza della CGIL, l’Unione degli studenti e la Rete della Conoscenza di Puglia, che hanno accolto l’appello di Fridays For Future Italia per partecipare allo sciopero di domani. “Prima di invocare la corsa alle obsolete infrastrutture a carbone o all’ulteriore acquisto di nuovo gas, occorre dare massima priorità a tutte le alternative energetiche“. Quindi, per l’intera giornata del 25 marzo 2022 è proclamato lo sciopero di tutto il personale del comparto “Istruzione e Ricerca” e dell’Area dirigenziale, dei docenti universitari e di tutto il personale della formazione professionale e delle scuole non statali.

SCIOPERO 25 MARZO 2022 ANCHE PER SCUOLA E SICOBAS

Allo sciopero 25 marzo 2022 prendono parte anche Anief, Flc Cgil e Sisa per tutto il personale dirigente, docente, educativo ed Ata. In questo caso, tra i motivi della protesta c’è la riduzione del numero di alunni per classe, il mancato stanziamento di risorse sufficienti, la mancata assegnazione di un’indennità di rischio Covid e dell’organico aggiuntivo “Covid” e di una deroga ai vincoli di permanenza per il personale docente assunto a tempo indeterminato dall’1 settembre 2022. Si chiede anche di stabilizzare i precari.

Abbiamo atteso fin troppo tempo sperando in un’azione finalmente efficace per affrontare i tanti problemi che attanagliano le nostre scuole. La nostra fiducia non è stata però ripagata“, ha dichiarato il presidente di Anief, Marcello Pacifico. Allo sciopero per il clima, la pace e della scuola si aggiunge quello del sindacato di base SiCobas che opera nell’ambito della logistica. I motivi sono diversi e si legano allo sblocco della vertenza con l’associazione dei corrieri Fedit, alla “fase di contrattacco dei padroni” e alla vertenza degli operai licenziati dalla Gkn.





© RIPRODUZIONE RISERVATA