Scoperta a Roma proteina che aggrava covid/ “L’HERV-W aumenta l’infiammazione”

- Davide Giancristofaro Alberti

Scoperta in Italia, presso l’università Tor Vergata di Roma, è stata scoperta la proteina HERV-W ENV che aggrava l’infezione da covid: come funziona

vaccino cinese sinopharm
Vaccinazione anti-Covid nell'Ospedale Cardarelli di Napoli (LaPresse)

I ricercatori dell’università di Roma Tor Vergata, hanno scoperto la proteina che aggrava l’infezione covid. Si tratta precisamente, come riferito dai colleghi di Agi, della proteina HERV-W ENV, presente nelle cellule del sangue dei pazienti infetti, ed in particolare nei linfociti-T, cellule che giocano un ruolo molto importante nella risposta immunitaria alle infezioni da virus e batteri.

Lo studio in questione si chiama “Evidence of the pathogenic HERV-W envelope expression in T lymphocytes in association with the respiratory outcome of COVID-19 patients”, è stato pubblicato sulla rivista “EBioMedicine” facente parte del gruppo editoriale “The Lancet”, ed è stato coordinato dalla dottoressa Claudia Matteucci, ricercatrice della cattedra di Microbiologia e Microbiologia Clinica presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale dell’Università di Roma “Tor Vergata”, in collaborazione con il Policlinico Tor Vergata.

SCOPERTA A ROMA PROTEINA HERV-W CHE AGGRAVA IL COVID: COME FUNZIONA

“L’attivazione di HERV-W ENV indotta durante l’infezione da SARS-CoV-2 che abbiamo osservato nei linfociti dei pazienti ospedalizzati – le parole di Claudia Matteucci – contribuisce ai processi di iper-infiammazione e immuno-deregolazione che sono alla base della severità della malattia Covid-19. Comprendere i meccanismi che portano dall’infezione da SARS-CoV-2 alla malattia grave è fondamentale per lo sviluppo di trattamenti efficaci. L’identificazione dell’associazione tra la presenza di HERV-W ENV e la disfunzione infiammatoria e immunitaria nella malattia apre la strada a ulteriori studi sul ruolo della proteina ENV come potenziale bersaglio terapeutico”. Massimo Andreoni, responsabile della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico, anch’egli partecipante alla ricerca, ha aggiunto: “Per la forma grave della malattia nei pazienti COVID-19 attualmente sono disponibili poche opzioni terapeutiche per controllare la risposta alterata all’infezione da SARS-CoV-2 e per lo più inefficaci nel ridurre il tasso di mortalità”. Al loro parere si è aggiunto anche quello del dott. Hervè Perron, responsabile scientifico di GeNeuro – Innovation, che afferma: “HERV-W ENV è noto per avere effetti pro-infiammatori che potrebbero contribuire sia a generare complicazioni acute sia sintomi neurologici a lungo termine. L’esistenza di un anticorpo per bloccare HERV-W ENV, già in uso per altre patologie, potrebbe essere una nuova opzione terapeutica per i pazienti COVID-19”.



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