Scuola, Andreoni/ “In quarantena solo i compagni di banco dell’alunno positivo”

- Davide Giancristofaro Alberti

Il professor Massimo Andreoni, infettivologo del Policlinico Tor Vergata di Roma, convinto che bisognerebbe ridurre la quarantena a scuola

Massimo Andreoni, direttore di Malattie Infettive a Roma Tor Vergata
Massimo Andreoni, direttore di Malattie Infettive a Roma Tor Vergata (Rai, 2021)

Si fa sempre più strada la possibilità che quando viene rinvenuto un caso di positività nelle scuole, finiscano in quarantena solo gli alunni vicini allo stesso studente contagiato col covid. Il comitato tecnico scientifico sta cercando di capire se sia il caso di rivedere o meno il protocollo, diminuendo così in maniera drastica il numero di studenti in isolamento e quindi in dad, e sono molti gli addetti ai lavori convinti che bisogna cercare di limitare la didattica ai distanza a pochi studenti.

Fra questi anche Massimo Andreoni, primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit), che parlando oggi con i microfoni dell’Adnkronos Salute ha spiegato: “si può fare perché la variante Delta di Sars-CoV-2 è molto rapida e si manifesta nei primi 5 giorni dal contatto con il virus. In questo lasso di tempo la probabilità di essere stati contagiati è del 95%, mentre subito dopo scende moltissimo”, dice commentando l’ipotesi di limitare la quarantena ai soli compagni di banco dell’alunno positivo e nel contempo facendo diminuire i giorni dell’isolamento.

ANDREONI: “BISOGNEREBBE CONTROLLARE ANCHE I CONTATTI FUORI DALLA CLASSE”

Quindi Andreoni ha proseguito: “E’ chiaro che dovrà essere isolato chi è stato più a contatto con il positivo – aggiunge l’esperto – quindi il compagno di banco o i vicini, ma poi andrei anche a controllare se ci sono state attività fuori dalla classe magari durante la ricreazione. Sappiamo che la vita scolastica non si trascorre solo in aula, ma anche fuori, quindi sarei attento anche nel ricostruire i contatti del caso positivo”.

Ovviamente non sarà facile individuare tutti i contatti stretti all’interno della classe da parte dell’alunno infettato, ed è proprio per questo che i membri del comitato tecnico scientifico stanno cercando di capire se si possa o meno revisionare le regole al momento in vigore. La sensazione è che si vada comunque verso la direzione indicata da Andreoni, alla luce del quadro epidemiologico al momento positivo e che non sembra dare segnali scoraggianti a due settimane dalla riapertura delle scuole.



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