SCUOLA/ Classe Rimbaud: quando la videocamera spenta diventa una risorsa

- Pierina Marmo

Un’esperienza in classe nata dalla banale circostanza delle videocamere spente. Uno studente assume l’iniziativa. Un esempio di scuola viva, oltre la Dad

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LaPresse

Caro direttore,
desidero raccontare una mia piccola esperienza. Insegno lettere nell’I.C. Ristori di Napoli, zona centro (Forcella). Un mese fa – ancora in Dad –  nella lezione meet della II media noto le icone con gli account colorati di alcuni alunni: videocamera spenta!

Mi è venuta in mente la famosa poesia “Vocali” di A. Rimbaud: “A nera, E bianca, I rossa, U verde, O blu…”. Così, nei giorni successivi ho spiegato Rimbaud, la poesia, la sinestesia, fornito  materiali su classroom, assegnato esercizi. Ho invitato gli alunni ad associare le vocali, la propria iniziale o una lettera a piacere dell’alfabeto a un determinato colore. Dopo qualche giorno Giuseppe mi scrive: “Prof, mi farebbe piacere realizzare un power point sulle cose scritte in Antologia. Mi potrebbe mandare delle frasi scritte dai miei compagni e posso provare a farci qualcosa. Se lei vuole farlo fare anche a qualcun altro perché non credo sarà facile…”.

Bruna, Aurora, Alessandro, Roberta hanno aderito e collaborato con Giuseppe come gruppo trainante ma tutti i compagni hanno consegnato riflessioni, disegni, associazioni varie. È cominciato un via vai di mail, messaggi, telefonate, correzioni su classroom, ritardatari che si sono aggiunti per strada; nessuno è rimasto fuori dal gioco.

Eccone un assaggio:

“La G è l’iniziale del mio nome per questo ho deciso di descriverla. La G si trova in alcune parole belle come “Gentilezza” e di solito la accosto al verde, la accosto a questo colore perché ha un suono dolce (se detta come gi e non come gh)”. Giuseppe

“La lettera che mi ha sempre contraddistinto è la lettera A … Per me la lettera A rappresenta il principio di ogni cosa, la mia guida in tutto ciò che farò”. Alessandro

“… Ma se devo pensare ad un colore che ‘combacia’ con la O, mi viene in mente il rosso, ovvero l’amore. Sembra difficile abbinare un colore ad una lettera o viceversa, ma in realtà, non lo è. Basta pensare ed essere creativi, cosa non complicata visto che tutti siamo capaci di pensare; e quando vogliamo, possiamo essere anche creativi…”. Aurora

“D: La D mi sembra molto azzurra, visto che è un colore semplice e soft, anche calmante. Mi sembra che stia bene con la D perché anch’essa è una lettera semplice e dolce. Secondo me la D è ragazza perché potremmo dire che sembra una donna incinta con la sua pancia. Visto che sia la D che l’azzurro sono ‘soft’ possiamo dire che insieme stanno benissimo”. Maria

“Come lettera scelgo la C , scelgo blu, il colore come il mare e come la speranza. In questo periodo noi stiamo lottando e la cosa più importante è la speranza e noi ne abbiamo molta”. Carlo

“E: La E mi dà un senso di leggerezza e per me è una lettera felice”. Enzo

Bene, una mattina ho chiesto a tutti gli alunni di spegnere la videocamera, ho fotografato le icone con l’iniziale del loro account personale e questa foto è diventata la prima pagina del progetto Classe Rimbaud, presentazione power point in 20 pagine. Tra le mail finali ricevute: “Prof, il progetto è finito, ho fatto le correzioni, poi lei lo controlli comunque. Siamo molto contenti e soddisfatti”; “Prof non sapevamo che saremmo riusciti a fare tutto ciò”.

Gli alunni hanno poi riferito circa il lavoro svolto condividendo sullo schermo la presentazione del coloratissimo progetto. Risultato: un grande coinvolgimento personale e collaborativo, ognuno ha detto e offerto qualcosa, vincendo, anzi rimanendo sull’iniziale meraviglia.

Io mi sono semplicemente commossa: gli alunni sono diventati protagonisti non malgrado, ma grazie a qualche videocamera spenta. Abbiamo lavorato e respirato con leggerezza. Grazie anche a Rimbaud. 

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