Scuola, come sarà rientro a gennaio/ Il piano delle Regioni: vaccini, tamponi e FFP2

- Chiara Ferrara

Come sarà il rientro a scuola a gennaio: alcuni dubbi ancora tra Governo e Regioni, ma la certezza è che non si ricorrerà alla didattica a distanza

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(LaPresse)

Come sarà il rientro a scuola a gennaio? Il numero di casi di Covid-19 in Italia è in crescendo ed una ampia percentuale di essi (il 26%) sono tra coloro che hanno meno di 20 anni, per cui si tratta potenzialmente di studenti che dovranno a breve tornare sui banchi. I più piccoli, tra loro, sono i più vulnerabili, dato che nella maggior parte dei casi non sono ancora vaccinati. Il Governo e le Regioni sono dunque all’opera per trovare la soluzione migliore ad evitare la diffusione del virus nelle aule. La sensazione, però, è che ad oggi non ci siano grandi sicurezze, soprattutto in virtù della circolazione della variante Omicron, che sembrerebbe essere più contagiosa delle altre.

Il nuovo piano, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, dovrebbe basarsi su tre elementi: vaccini, tamponi e mascherine FFP2 per tutti. Da chiarire invece le modalità secondo cui dovrà essere attuata la quarantena in caso di positività di uno o più studenti. In attesa dell’arrivo di norme ufficiali da parte del Governo, ad ogni modo, alcune Regioni e province si stanno organizzando da sé: a Bolzano, ad esempio, agli alunni verrà fornito a partire dal 29 dicembre un kit con cinque test fai da te, mentre in altre località si sta spingendo con la promozione della campagna vaccinale.

Scuola, come sarà rientro a gennaio: le anticipazioni del ministro Bianchi

Ad anticipare come sarà il rientro a scuola a gennaio è stato, come riporta il Corriere della Sera, anche il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, il quale ha escluso categoricamente la possibilità che si ritorni alla didattica a distanza. “Si torna in presenza, ci vuole la responsabilità di tutti, ma questo è il nostro obiettivo e questo faremo”. Con le dovute eccezioni. “Laddove ci sono condizioni straordinarie, con focolai isolati, i presidenti di regione e sindaci possono disporre chiusure isolate, non diffuse, e allo scopo di verificare lo stato in quel cluster”.

Adesso spetta dunque al Governo il compito di dettare insieme alle Regioni le linee guida alle strutture scolastiche per la riapertura. Non sarà semplice dato l’aumento dei contagi, ma non sembrano esserci misure alternative rispetto a quelle già a disposizione per contrastare la diffusione del Covid-19 tra i più giovani.





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