SCUOLA/ Dad, formazione docenti e patto col territorio: il Trentino insegna

- Anna Maria Bellesia

In vista della ripresa a settembre, la didattica a distanza pone diverse sfide. La prima è quella della formazione docente. La lezione delle scuole trentine

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La sede del ministero dell'Istruzione (LaPresse)

L’argomento più discusso, in tempi di pandemia, per la scuola è stato quello della didattica a distanza. Sui vantaggi e limiti si è scritto di tutto e di più. Adesso però, in vista della prossima riapertura a settembre, l’attenzione va spostata sulla formazione dei docenti, che dopo l’emergenza deve entrare nel vivo. Non c’è dubbio che negli ultimi mesi c’è stata una spinta verso l’innovazione prima inimmaginabile. Si tratta ora di ripensare e migliorare. I docenti, che hanno investito nella Dad molte delle loro risorse e del loro tempo, anche improvvisando creativamente fra mille difficoltà, hanno necessità di essere accompagnati verso un utilizzo più organizzato ed efficace delle tecnologie, in modo che l’esperienza frutto di necessità diventi effettivo sviluppo professionale, da spendere in contesti ordinari, e forse ancora d’emergenza.

Le Linee guida del ministero per la pianificazione delle attività delle scuole a settembre, presentate il 26 giugno scorso, indicano quattro aree prioritarie, annunciano un prossimo documento per la “Didattica digitale integrata” e lasciano ampia libertà organizzativa alle istituzioni sul territorio. Per l’anno scolastico 2020-21, le indicazioni vertono sulle tematiche relative a:

– Metodologie innovative di insegnamento e di apprendimento
– Metodologie innovative per l’inclusione scolastica
– Modelli di didattica interdisciplinare
– Modalità e strumenti per la valutazione, anche alla luce di metodologie innovative di insegnamento e di apprendimento realizzate, ad esempio, attraverso le tecnologie multimediali.

La Provincia autonoma di Trento è già molto avanti in fatto di formazione professionale per i docenti e gli operatori della scuola, tanto che diverse iniziative sono in corso in questi mesi. Il “Piano straordinario di formazione”, approvato il 5 giugno scorso, è affidato per la sua attuazione all’Iprase, l’Istituto provinciale trentino per la ricerca e la sperimentazione educativa. L’obiettivo è di rispondere alle urgenze dettate dall’emergenza sanitaria, ma anche di incidere sulle competenze dei docenti nella delicata fase della riapertura delle scuole, in coerenza con le priorità indicate nel “Piano operativo dell’istruzione anno scolastico 2020/2021” deliberato dalla Giunta provinciale.

Tra i punti chiave troviamo delle tematiche condivisibili a livello nazionale, sulle quali puntare per uno sviluppo professionale adeguato ai tempi odierni.

La principale critica a cui ha prestato il fianco la didattica a distanza è stata quella di non raggiungere il 100 per cento degli alunni, comportando esclusioni e disuguaglianze.

Con la ripresa delle attività, l’obiettivo prioritario per la scuola trentina è quello di non lasciare indietro nessuno, imparando dagli errori commessi e dalle criticità emerse, per superare gli ostacoli che hanno impedito l’accesso a scuola a tutti. Un’eventuale altra sospensione delle attività didattiche, che non si può escludere, dovrà garantire il diritto all’apprendimento di tutti e pari opportunità di accesso a ogni attività didattica. Bisognerà trovare le modalità efficaci per offrire a ciascuno studente una scuola adeguata ai bisogni di una società in continua evoluzione, coerente con i valori costituzionali, e attenta a non creare nuovi divari educativi, culturali e relazionali.

Un argomento tutto da sviluppare riguarda inoltre la “didattica digitale integrata” su cui si attendono le linee guida del ministero. Superata la fase emergenziale, appare necessaria una riflessione sull’approccio efficace della didattica online in termini di relazione, tempi e attività. Da un lato, la Dad ha rappresentato sicuramente un’opportunità per accelerare l’innovazione e stimolare nuove modalità di insegnamento/apprendimento. Tuttavia sono necessari tempi e strumenti diversi che coinvolgano gli studenti in modo interattivo, non solo in fase di emergenza. Si tratta di ripensare la scuola in una prospettiva nuova, con una progettazione strutturata che includa le risorse tecnologiche negli ambienti di apprendimento per sviluppare un ambiente collaborativo, flessibile e personalizzabile.

Non meno importante l’alleanza con il territorio in modo da usufruire in maniera efficace di tutte le risorse disponibili attraverso “patti educativi” con le istituzioni, i comuni, la agenzie culturali, educative, artistiche, ricreative, sportive, con le parti produttive e sociali del territorio, il volontariato.

Molte iniziative sono già in atto. L’Istituto provinciale trentino per la ricerca e la sperimentazione educativa, che ha il compito della formazione a livello provinciale, d’intesa col Dipartimento Istruzione e Cultura, ha programmato una serie di iniziative fra giugno-dicembre 2020, che possiamo leggere sul sito, dedicate a ogni ordine e grado di scuola. Si va dalle tematiche dei nidi d’infanzia al curricolo negli istituti di secondo grado, alla necessità di ricalibrare il Pei per rispondere ai bisogni dello studente in contesti diversi, alle alleanze educative con le comunità locali.

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